L’ultimo saluto a Laura Massi

lauramassi

“L’Associazione Radicali Genova e Levante informa che giovedì 27 aprile è scomparsa la nostra compagna Laura Massi, femminista e radicale storica .

Più volte nostra candidata nelle Liste Antiproibizionisti sulla Droga, Verdi, Pannella-Bonino e Rosa nel Pugno aveva partecipato praticamente a tutte le iniziative radicali dagli anni ’70 in avanti .  Impossibile elencarle: aborto – diritti degli omosessuali – obiezione di coscienza – legalizzazione delle droghe – campagne contro la violenza sulle donne – eutanasia – abolizione della pena di morte e dell’ergastolo – Tibet ….

Aveva portato queste campagne a Camogli dove viveva e nel Levante; da ricordare tra le ultime una manifestazione per l’amnistia davanti al Carcere di Chiavari e la raccolta firme sulla proposta di legge “cannabis legale” .

Aveva inoltre partecipato a lotte ambientaliste e a comitati per la difesa del territorio di Camogli e del Parco di Portofino, per la riapertura del Teatro Sociale e contro un progetto di speculazione edilizia nell’area della stazione ferroviaria . Ultimamente, già provata dalla malattia, seguiva nel doposcuola un gruppo di bambini extracomunitari a Rapallo .

Radicali Genova partecipa al dolore dei familiari, degli amici e di quanti l’avevano conosciuta ed amata .  Laura lascia un grande vuoto, ma ognuno di noi ne conserverà per sempre un ricordo nel cuore .

Il funerale laico di Laura, per chi desiderasse portarle un ultimo saluto, si terrà martedì 2 maggio alle 15,30 presso il Cimitero di Camogli .”

LAURA

FELIX CROFT ASSOLTO DAL TRIBUNALE DI IMPERIA

felix croft assolto sec 28-4-17

da Il Secolo XIX del 28-4-2017

FELIX CROFT RISCHIA UNA PESANTE CONDANNA PER IL REATO DI SOLIDARIETA’

“E’ attesa per il 27-4 la sentenza del processo al volontario francese che per cui la Procura di Imperia ha chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi oltre ad una multa di 50.000 euro per un passaggio umanitario dato ad una famiglia di sudanesi”

 

E’ la prima volta che accade: un cittadino francese viene processato da un tribunale italiano per avere aiutato una famiglia di rifugiati provenienti dalle zone di guerra del Darfur a lasciare l’Italia.

Accusato di favoreggiamento dell’immigrazione Félix Croft – volontario ventottenne di Nizza – rischia di essere condannato per un atto umanitario, un’ipotesi questa che costituirebbe un precedente a dir poco allarmante per un paese che all’art. 2 della Costituzione richiede “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà” .

I fatti di cui è accusato risalgono al 22-7-2016 quando era stato arrestato dai carabinieri nei pressi del casello di Ventimiglia in procinto di passare la frontiera: a bordo della sua auto si trovavano i 5 componenti di una famiglia sudanese (una donna incinta con il marito, il fratello e due bambini) che fino a quel momento avevano trovato riparo di fortuna in una chiesa . Tenuto in custodia cautelare per oltre due giorni Félix Croft è stato poi messo in libertà provvisoria con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, la stessa pesante imputazione che viene contestata ai trafficanti di esseri umani .

“Continuo a credere che quello che ho fatto sia del tutto normale. Fino a quando gli Stati non si prenderanno cura di queste persone è un dovere continuare ad aiutarle; penso sinceramente che se la solidarietà si scontra con la legge, sia l’umanità a dover prevalere” ha commentato.  “Sono nato in Francia da un padre americano e da madre francese di origini italiane, anche la nostra è una storia di immigrazione: ho agito secondo quelli che restano i principi fondativi della nostra società – libertà, uguaglianza e fraternità – e nel rispetto dell’articolo 1 della Convenzione di Ginevra e degli articoli 13 e 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” .

Era la prima volta che a Félix capitava di trasportare qualcuno oltre confine, ma “lo stato di fragilità e di urgenza di quella famiglia mi ha spinto ad agire. Ho voluto dar loro la possibilità di accedere ad una assistenza adeguata, quella che l’Europa non sembra voler garantire; pensavo di ospitarli da me a Nizza, di farli riposare, per poi affidarli ad una associazione umanitaria che si sarebbe occupata di aiutarli concretamente e di trovargli una sistemazione” .

Colpisce la richiesta di una pena così severa da parte della Procura di Imperia, soprattutto se paragonata agli esiti del processo a Cédric Harrou, l’agricoltore della Val Roja che il Tribunale di Nizza ha condannato lo scorso 10-2 ad una multa di 3.000 euro con il beneficio della condizionale per aver favorito l’ingresso in Francia di 200 migranti privi di documenti, riconoscendo di fatto l’immunità penale che si applica agli atti umanitari .

E ancora va citato il caso della giovane attivista italiana Francesca Peirotti a processo il 4-4 sempre a Nizza: il procuratore per fatti analoghi a quelli di Croft ha chiesto per lei una condanna a 8 mesi con la condizionale e l’interdizione per 2 anni dal territorio francese (la sentenza è attesa per il 19-5) .

Ad un passo dalle spiagge della Costa Azzurra è in corso un’emergenza umanitaria di cui alcuni ignorano – e molti altri negano – gli aspetti drammatici: sulle Alpi Marittime si parla ormai di “zones de non droit”, dove il diritto di asilo viene negato in spregio delle leggi esistenti . A dimostrarlo la recente e sotto certi aspetti clamorosa sentenza del Tribunale Amministrativo di Nizza che ha condannato il Prefetto per “violazione del diritto di asilo” in relazione al caso di una famiglia eritrea rinviata illegittimamente in Italia .

Bloccati al confine (di fatto chiuso dal giugno 2015 in concomitanza con l’iniziativa ungherese del muro) i migranti in transito verso Francia, Germania e Inghilterra sono costretti a tentare il passaggio con mezzi che mettono a rischio le loro vite, come dimostrano le tante drammatiche morti avvenute nel 2016 lungo l’autostrada, la ferrovia, i sentieri di montagna o il fiume Roja .

Che sia declinato in favoreggiamento dell’immigrazione o nella forma di ordinanze che vietano la somministrazione di cibo e acqua ai migranti (come quelle emanate di recente dal Sindaco di Ventimiglia Ioculano) assistiamo di fatto alla nascita di un “reato di solidarietà” che ha visto aumentare i processi contro volontari o singoli cittadini che aiutano i rifugiati a mettersi in salvo e a ricongiungersi con le proprie famiglie . Si tratta di iniziative di intimidazione e di dissuasione verso quanti cercano di rimediare alla mancanza di accoglienza in Europa di esseri umani in fuga da aree del pianeta colpite da guerre e da carestie .

Per questo il processo a Félix Croft merita particolare attenzione e vigilanza, perché la sentenza – in caso di condanna – potrebbe costituire un precedente molto preoccupante .

L’avvocato Laura Martinelli ha obiettato all’impianto accusatorio chiedendo l’applicazione della clausola degli “attestati motivi umanitari” come previsto dalla Legislazione Europea e la sua collega Ferrante ha chiesto l’assoluzione perché “quello di Félix Croft è stato un gesto di solidarietà e umanità, messo in atto gratuitamente da una persona che non può essere giudicata in base a un reato che nasce per punire chi lucra sullo stato di necessità dei migranti” .

associazioneantigone.it/news/3039-migranti-antigone-processo-a-felix-croft-gonnella-non-si-possono-perseguire-episodi-di-solidarieta

Felix Croft appello

 

 

“Ero straniero – l’umanità che fa bene”

 

La proposta di legge di iniziativa popolare di Radicali Italiani sull’immigrazione su cui saranno raccolte le firme a partire dalle prossime settimane

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pdl immigrazione

 

 

“Ultimo Tango: la sfida dei Radicali”

 

La manifestazione tenuta a Genova il 7-2-1976 dal Partito Radicale contro la messa al bando di “Ultimo tango a Parigi” e per l’abolizione della censura .

Il film era stato sequestrato due giorni prima a Genova (con anticipo rispetto all’esecutività della condanna definitiva) per iniziativa privata del Giudice Sossi, che con la sua denuncia aveva impedito una delle ultime proiezioni presso il Cinema Verdi di Nervi.

I Radicali genovesi ne avevano organizzato una proiezione presso la sede di Via San Donato 13 iniziata alla presenza di duecento persone, ma interrotta dopo pochi minuti dall’intervento del Vice Questore Arrigo Molinari e conclusa con il nuovo sequestro della pellicola e l’autodenuncia di una trentina di militanti .

“Ultimo tango a Parigi” venne condannato alla distruzione in tutti i suoi esemplari (salvo le 3 copie destinate alla Cineteca Nazionale), Bernardo Bertolucci condannato penalmente e privato per cinque anni dei diritti civili (tra cui l’esercizio del diritto di voto) .

Riproposto clandestinamente su Tele Roma 56 nel 1981 e nuovamente proiettato a Roma – a rischio di una denuncia e di un processo – nel 1982 – potè tornare in regolare programmazione sugli schermi italiani soltanto nel 1987 e in prima visione a Genova all’Odeon di Corso Buenos Aires il 5 marzo del 1987 .

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“I DIECI GRAMMI DEL RAGAZZO DI LAVAGNA E I MILIARDI DELLA MAFIA”

articolo di Roberto Saviano pubblicato da Repubblica il 15-2-2017

lamiaombra.it/i-dieci-grammi-del-ragazzo-di-lavagna-e-i-miliardi-della-mafia/39923

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“BASTA VITE SPEZZATE DAL PROIBIZIONISMO”

 

dichiarazioni di Riccardo Magi e Antonella Soldo sul suicidio di un ragazzo di 16 anni a Lavagna a seguito di una perquisizione domiciliare

radicali.it/20170213/droga-radicali-basta-vite-spezzate-dal-proibizionismo

ilsecoloxix.it/p/levante/2017/02/13/ASs3oVGG-lavagna_perquisizione_durante.shtml