Hai un ricordo di Adele Faccio?
L’hai conosciuta?
Rendiamole omaggio, insieme, l’8 marzo prossimo


L’8 marzo, giorno in cui in tutto il mondo si festeggia la donna, ricorderemo Adele Faccio a un mese esatto dalla sua scomparsa; lo faremo a Roma, presso la sede del Partito Radicale, via di Torre Argentina 76, a partire dalle ore 15,30; ci saranno Marco Pannella, Emma Bonino, Gianfranco Spadaccia e tanti altri che l’hanno conosciuta condividendo con lei intensi momenti di vita politica e di lotte che hanno portato alla conquista di importanti diritti civili. Sarebbe molto bello se in tanti fra coloro che l’hanno conosciuta scrivessero alcune righe, magari ripensando ai momenti in cui l’hanno incontrata in una piazza per un comizio, a un convegno, a un tavolo di raccolta firme o ascoltata per radio, o… Mi piacerebbe, proprio l’8 marzo, leggere alcuni di questi ricordi e, comunque, pubblicarli sui nostri siti Internet o, magari, farne una pubblicazione. Inviando il tuo messaggio a ricordo@radicali.it, scrivi anche i tuoi dati (nome, cognome, città, etc.) autorizzando la pubblicazione. Un caro saluto, Rita Bernardini
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9.2.07: ho saputo della morte di ADELE FACCIO. [GP Buscaglia]
Per me ha significato qualcosa, avendola frequentata dal 1982 all’87, per poi rivederla in un ospizio 2 anni fa. Andavo a trovarla a Roma in piazza di Firenze [lì teneva l’archivio del Partito; lì conobbi il fratello, Cesare, e poi Aligi Taschera, Daria Lucca, Emiliano Silvestri…]; nell83 venne a Bordighera-IM per un convegno internazionale sulla Protezione Civile, essendo il perno su cui ruotavano tutti gli altri ospiti politici; si può dire che da lì scatto in me il passaggio da militante timido a attivista impegnato: anche per riconoscenza verso Adele mi misi a raccoglier firme sotto i portici di via Bonfante-IM [fame nel mondo, Toni Negri…] e conobbi Sabrina; si aggregarono altre persone e casa mia, via Pellegrina Amoretti c/o piazza S.Giovanni d’Oneglia, diventò la sede di ARGO, Ass.Rad.George ORWELL, di cui credo aver letto tutti i libri, anche i meno famosi; era una titolazione antiautoritaria: Eric Blair, vero nome di 0rwell, aveva lavorato nella polizia imperiale britannica, uscendone convinto che il poliziotto fosse il nemico n.1 dei lavoratori [il Siulp, sindacato dei poliziotti democratici, diceva esattamente il contrario, cioè, demagogicamente, che i poliziotti erano lavoratori come gli altri: s’è poi visto al G8! Già allora si sapeva che, in caso di repressione, si doveva ricorrere alle forze dell’ordine e non alle dame di S.Vincenzo…: ciò in ogni epoca, in ogni regime!].
Adele F. era al corrente della genesi della mia vicenda: dopo l’arresto del figlio Dario [alla vigilia del convegno bordigotto] e la sua fuga dal carcere, chiese al Ministro dell’interno, “prof. Scalfaro come lei lo chiamava, di non voler vedere suo figlio vittima di qualche agente dal grilletto facile; nell’occasione, gli parlò di me: c’è qualcosa di sporco alla questura d’Imperia? Scalfaro rispose di sì, e quando Adele gli chiese di me e del perché solo io mi fossi accorto di quegli strani traffici all’ufficio licenze [m’ero accorto, fra l’altro, che davamo la licenza d’acquisto esplosivo a un personaggio poi rivelatosi mafioso, benché sotto copertura di costruttore e titolare di cave nel savonese; e non gli facevamo pagare le concessioni governative per i rinnovi!], il Ministro rispose: anche gli altri sanno ma si guardan bene dal metter becco! Già, solo io, non essendomi reso conto di ciò che avevo di fronte [mafia verace intra-stato, non alcuni cattivoni single], m’ostinavo a rivolgermi a superiori gerarchici e sindacalisti assortiti.
Nel 1986 venne l’avv.ssa Florino [di Genova, simpatizzante radicale]; parlò col prefetto Spirito e il v.questore Molon; poi mi disse: sig.Buscaglia, ma lei si vuol suicidare? non sa che questa zona –IM Sanremo Montecarlo Ventimiglia- è terra di massoneria e ‘ndrangheta? non s’accorge dei messagi velati che il questore Molon le lancia continuamente? vada via finché è in tempo! Ma io avevo appena comprato casa, m’ero sposato nell’85, e colla massoneria non avevo nulla a che fare. Decisi di restare; cercai di risalir tutta la struttura sindacale confederale da livello territoriale [DeGrado, Favale, Caccavari-Cgil, Pullia-Cisl, Castelli-Uil, Codarri, Botti, Famà-Siulp] a quello provinciale, regionale, nazionale [Michele Annunziata, segr.naz.Cisl Ministero interno: un altro po’ sarei arrivato a Franco Marini!]. Nell’estate ’86, il fratello d’Adele venne a finire l’alloggio della cooperativa a Piani-IM: era un anarchico che sapeva far il fabbro, il falegname, il muratore…; casa mia la finì lui! Mangiava, beveva, fumava [troppo] con me e mia madre, provando simpatia – lui che evitava le donne – per quella casalinga contadina che aveva perso in guerra un fratello di nome Cesare, come lui! A settembre nacque Manuel. Nell’87 chiesi il trasferimento [dopo aver ricevuto minacce contro il bambino dentro la polizia]. Nell’88, Sabrina, Manuel e Yasmin mi raggiunsero a Alessandria; pochi mesi prima avevo detto a Angelo Sanna, capo gabinetto in questura-AL: visto che ho voltato pagina, cambiato città, mollato tutto, ora datemi qualche mansioncina decente, non fatemi far sempre lo scrivano all’appuntato. Sanna rispose: Buscà, ma quali diritti, quali mansioni! si ricordi che se lei è in vita è perché le viene concesso! Chi parlava così era un poliziotto, non un mistico [Sanna è stato dirigente Ps a Sanremo fino a 2 anni fa].
Ecco: Adele e Cesare F. erano al corrente di tutto ciò; in particolare, Cesare fu colpito dall’atteggiamento dell’avv.ssa Florino, che avendo lavorato 20 anni in prefettura a Genova , ben conosceva l’ambiente.
Il figlio d’Adele fuggì in Francia e vi restò molti anni [in questura-IM vedevo la sua foto fra quelle dei latitanti]; Cesare morì alcuni anni dopo, da solo, in una roulotte, in circostanze mai chiarite: probabilmente ubriaco, mezzo assiderato; Dario ebbe un figlio: Adele era nonna! E aveva 2 anni più di mia madre: novembre1920, dello scorpione; prima di ritirarsi al ricovero, abitava in via degli Scipioni, zona Prati-RM: m’aveva ancora ospitato durante un convegno all’Ergife, fra il 2002 e il 2004.
Con lei avevo girato l’Italia: Spezia [contro il varo d’una nave da guerra dell’Intermarine], Firenze [a casa d’Elisabetta Bavasso, poi mia legale e amica], Anagni, RM, VC… Aveva un caratteraccio; amava la pittura e l’arte; pitturava lei stessa; scriveva poesie; aveva tentato di far una casa editrice [l’alternativa]: ho ancora vari suoi libri invenduti, che più tardi mi chiese di donar alle biblioteche, ignorando, da vera libertaria, le difficoltà burocratiche.

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Questo testo è apparso sulle mailing list radicali piemontesi e liguri; ecco il commento di Igor Boni, Presidente dell’Ass.Rad.Aglietta di Torino. “10.2.07 per Busk: Complimenti per il testo su Adele e i tuoi ricordi. Li ho letti con partecipazione. Te lo riscrivo di nuovo e te lo ridico: fai il ricorso sul licenziamento; avremo una nuova occasione per dire qualcosa in pubblico. Igor”.
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Segue una breve biografia di ADELE FACCIO prima che io la conoscessi!
Nasce a Pontebba [UD] il 13.11.1920; si laurea a Genova in lettere e filosofia: 1^ assistente donna in università [cattedra di filologia romanza]; malgrado la sua attività d’appoggio alla lotta partigiana, finita la guerra è gentilmente invitata a far posto ai compagni di corso che tornano… dalla guerra vera; allora va in Spagna [Barcellona], fa attività antifranchista, pubblica riviste clandestine in lingua catalana [Occident]; torna a Genova, insegna un po’ nelle scuole secondarie ma, davanti al giuramento di fedeltà allo Stato, si ritira dalla scuola statale e si trasferisce a Milano: qui lavora nella redazione di riviste culturali [Pensiero critico], passando poi alla controcultura [il Discanto] e all’underground [il Canguro], traducendo dallo spagnolo e dal catalano le poesie di Salvador Espriu e José Agustin Coytisolo [ed.Guanda], più antologie varie. Intanto nasce Dario.
Traduce Che Guevara [Guerra per bande], pubblicato dalle edizioni Avanti! nel 1963 [ristampato nel ’74 da Mondadori]; per Feltrinelli traduce Luis Gonzàles Leòn [Armi per la città] e Salvador Garmendia [Piedi di fango]. In seguito alla pubblicazione sulla rivista La via femminile del suo articolo Moralità dell’aborto, è spinta a occuparsi d’aborto clandestino, dello sfruttamento e colpevolizzazione delle donne, del loro massacro e della loro morte; messa a punto un’organizzazione idonea, il 20.9.1973 fonda il CISA [centro informazioni sterilizzazione e aborto] e si dedica, con atti di disobbedienza civile, alla soluzione di questo dramma delle donne; denunciata, si costituisce spontaneamente, fa gg.36 di galera, testimonia per 18 ore di interrogatori sul significato sociopolitico del dramma della donna costretta a abortire clandestinamente, colpevolizzata, perseguitata, brutalizzata da medici, preti, sfruttatori vari.
Oltre a innumerevoli articoli su giornali e riviste, pubblica 2 libri sull’argomento: Le mie ragioni [Feltrinelli] e Il reato di massa [SugarCo], entrambi del ’75, anno del carcere e del successo, del contatto colla gente in più di 4000 comizi tenuti nei vari centri d’Italia; nel ’76 è eletta in Parlamento e rinchiusa a Montecitorio, ove… giace, e non in pace!
[la fonte – Fuga dal tempo (raccolta di poesie e disegni d’Adele F.) – si ferma qui: praticamente all’incontro con Marco Pannella; di sè amava dire: Donna, antimilitarista, nonviolenta, respira per l’alternativa di sinistra, per l’autodeterminazione della donna, per la libertà dalla paura, dalla fame, dalla degradazione della vita].

* è la casa ultimata nel 1986 dal fratello di Adele Faccio, Cesare, prima che nascesse Manuel Buscaglia: 10.9.86; la comprai nell’83 da una coo- perativa edilizia [presidente E.Cichero, Psi], appaltata a un impresario siculo in odor di mafia: F.Filippone, con cave a CerialeSV e licenza di Ps – acquisto esplosivi – a Imperia.
Era l’epoca Teardo, presidente Psi Regione Liguria: appalti di favore, revisione prezzi a gogo; tramite legale, come assegnatari ci rivolgem mo al pretore Coloretti per saper la data di consegna: ma essendo sta ti infine costretti a entrare senza abitabilità, finì col multare noi!
Il SecoloXIX pubblicò l’elenco di iscritti alla massoneriaP2: c’èra Ciche ro,Filippone,il ns avv.M.Basagni,500 funzionari di Ps,CC,magistrati traditori dello Stato; chi scrive era segretario amm.vo all’ufficio li- cenze della questura-IM: accortomi che Filippone pagava la tassa di concessione governativa per il rilascio ma non i rinnovi [non era tanto lo sconto di 500.000£, quanto il risultare intestario di 100kg di tritolo e non dei 100,150 successivi], pensando a un disguido,avvisai i miei superiori: fui subito trasferito! Più tardi il giudice Ferro-Sv propose per Filippone il soggiorno obbligato per mafia; già prima l’ex presiden te Unione Industriali [padre d’un amico cui m’ero rivolto] m’aveva così rassicurato: finchè in Italia comanda Palermo, Filippone non fallirà!‘. Ma se tutti sapevano che F. era un mafioso, come mai vinceva gli ap palti? Come mai noi in questura gli davamo licenza d’acquisto esplosi vi? Come mai in polizia lo trattavano con ossequio e favore, portandomi perfino in auto al suo cantiere quando seppero che cercavo casa? Se mafia era [a Sanremo, il Casinò era ambìto come centro di riciclaggio; l’intera giunta, sindaco Vento in testa, fu arrestata per collusione], e intorno brulicavano poliziotti e sindacalisti, chi doveva intervenire: giubbe rosse, dame di S.Vincenzo?

UNA PROVINCIA TRANQUILLA …

In merito al vertice antiracket del 22.1.07 in prefettura, il Gruppo Radicale di Imperia osserva:
– nei comunicati ufficiali “la nostra provincia è territorio vigilato e sereno, oasi felice con isolati episodi di vandalismo estorsivo; qui la criminalità organizzata mai attecchirà [allora perché 2 milioni di euro solo per Imperia-Liguria*?]; però le vittime [del racket che non c’è?] sono restie a far denuncia all’Autorità…“;
– viceministro e prefetti ammettono vari incendi dolosi, negli ultimi anni, contro esercenti: ma è almeno dagli anni ’80 che si legge di locali notturni bruciati per strani corto-circuiti! E è noto, antico l’interesse della mafia per il Casinò di Sanremo, potenziale centro di riciclaggio [l’intera giunta Vento fu arrestata per collusione]; perfino un vescovo [Verrando] denunciò la presenza di consorterie massoniche e mafiose; i giornali pubblicarono elenchi di iscritti a logge e P2: 500 traditori dello Stato fra poliziotti e magistrati [Il Secolo XIX, estate 1993];
– è il 2° incontro col commissario straordinario antiracket, Lauro: se la fiducia verso le istituzioni è tale, perchè la riunione, annunciata sui media, era preclusa perfino ai giornalisti, ammessi solo alla fine? Qualche foto, 2 domande e via! se la fiducia verso l’Autorità è tale, come mai le denunce non arrivano?
– il prefetto Maccari ha fortemente voluto l’associazione antiracket in Riviera, pur marcando la differenza con altre zone d’Italia; certo, qui mancano i morti per strada, col sasso in bocca e i colpi di lupara; i metodi sono altri, più raffinati. Se il prefetto è così tranquillo, perchè all’esponente del GRIM, infiltrato fra i giornalisti, che gli ricordava quanto sopra, ha risposto: “Lei di che testata è? Scusi, ho fretta!“.
24.1.07 Per il “GRIM” Gruppo Radicale di Imperia: G.Piero Buscaglia
* le frasi citate sono di SanremoNews e Stampa 23.1.07; €.2.000.000 alla Liguria per il 1°, a Imperia per la 2^.

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