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FELIX CROFT RISCHIA UNA PESANTE CONDANNA PER IL REATO DI SOLIDARIETA’

“E’ attesa per il 27-4 la sentenza del processo al volontario francese che per cui la Procura di Imperia ha chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi oltre ad una multa di 50.000 euro per un passaggio umanitario dato ad una famiglia di sudanesi”

 

E’ la prima volta che accade: un cittadino francese viene processato da un tribunale italiano per avere aiutato una famiglia di rifugiati provenienti dalle zone di guerra del Darfur a lasciare l’Italia.

Accusato di favoreggiamento dell’immigrazione Félix Croft – volontario ventottenne di Nizza – rischia di essere condannato per un atto umanitario, un’ipotesi questa che costituirebbe un precedente a dir poco allarmante per un paese che all’art. 2 della Costituzione richiede “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà” .

I fatti di cui è accusato risalgono al 22-7-2016 quando era stato arrestato dai carabinieri nei pressi del casello di Ventimiglia in procinto di passare la frontiera: a bordo della sua auto si trovavano i 5 componenti di una famiglia sudanese (una donna incinta con il marito, il fratello e due bambini) che fino a quel momento avevano trovato riparo di fortuna in una chiesa . Tenuto in custodia cautelare per oltre due giorni Félix Croft è stato poi messo in libertà provvisoria con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, la stessa pesante imputazione che viene contestata ai trafficanti di esseri umani .

“Continuo a credere che quello che ho fatto sia del tutto normale. Fino a quando gli Stati non si prenderanno cura di queste persone è un dovere continuare ad aiutarle; penso sinceramente che se la solidarietà si scontra con la legge, sia l’umanità a dover prevalere” ha commentato.  “Sono nato in Francia da un padre americano e da madre francese di origini italiane, anche la nostra è una storia di immigrazione: ho agito secondo quelli che restano i principi fondativi della nostra società – libertà, uguaglianza e fraternità – e nel rispetto dell’articolo 1 della Convenzione di Ginevra e degli articoli 13 e 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” .

Era la prima volta che a Félix capitava di trasportare qualcuno oltre confine, ma “lo stato di fragilità e di urgenza di quella famiglia mi ha spinto ad agire. Ho voluto dar loro la possibilità di accedere ad una assistenza adeguata, quella che l’Europa non sembra voler garantire; pensavo di ospitarli da me a Nizza, di farli riposare, per poi affidarli ad una associazione umanitaria che si sarebbe occupata di aiutarli concretamente e di trovargli una sistemazione” .

Colpisce la richiesta di una pena così severa da parte della Procura di Imperia, soprattutto se paragonata agli esiti del processo a Cédric Harrou, l’agricoltore della Val Roja che il Tribunale di Nizza ha condannato lo scorso 10-2 ad una multa di 3.000 euro con il beneficio della condizionale per aver favorito l’ingresso in Francia di 200 migranti privi di documenti, riconoscendo di fatto l’immunità penale che si applica agli atti umanitari .

E ancora va citato il caso della giovane attivista italiana Francesca Peirotti a processo il 4-4 sempre a Nizza: il procuratore per fatti analoghi a quelli di Croft ha chiesto per lei una condanna a 8 mesi con la condizionale e l’interdizione per 2 anni dal territorio francese (la sentenza è attesa per il 19-5) .

Ad un passo dalle spiagge della Costa Azzurra è in corso un’emergenza umanitaria di cui alcuni ignorano – e molti altri negano – gli aspetti drammatici: sulle Alpi Marittime si parla ormai di “zones de non droit”, dove il diritto di asilo viene negato in spregio delle leggi esistenti . A dimostrarlo la recente e sotto certi aspetti clamorosa sentenza del Tribunale Amministrativo di Nizza che ha condannato il Prefetto per “violazione del diritto di asilo” in relazione al caso di una famiglia eritrea rinviata illegittimamente in Italia .

Bloccati al confine (di fatto chiuso dal giugno 2015 in concomitanza con l’iniziativa ungherese del muro) i migranti in transito verso Francia, Germania e Inghilterra sono costretti a tentare il passaggio con mezzi che mettono a rischio le loro vite, come dimostrano le tante drammatiche morti avvenute nel 2016 lungo l’autostrada, la ferrovia, i sentieri di montagna o il fiume Roja .

Che sia declinato in favoreggiamento dell’immigrazione o nella forma di ordinanze che vietano la somministrazione di cibo e acqua ai migranti (come quelle emanate di recente dal Sindaco di Ventimiglia Ioculano) assistiamo di fatto alla nascita di un “reato di solidarietà” che ha visto aumentare i processi contro volontari o singoli cittadini che aiutano i rifugiati a mettersi in salvo e a ricongiungersi con le proprie famiglie . Si tratta di iniziative di intimidazione e di dissuasione verso quanti cercano di rimediare alla mancanza di accoglienza in Europa di esseri umani in fuga da aree del pianeta colpite da guerre e da carestie .

Per questo il processo a Félix Croft merita particolare attenzione e vigilanza, perché la sentenza – in caso di condanna – potrebbe costituire un precedente molto preoccupante .

L’avvocato Laura Martinelli ha obiettato all’impianto accusatorio chiedendo l’applicazione della clausola degli “attestati motivi umanitari” come previsto dalla Legislazione Europea e la sua collega Ferrante ha chiesto l’assoluzione perché “quello di Félix Croft è stato un gesto di solidarietà e umanità, messo in atto gratuitamente da una persona che non può essere giudicata in base a un reato che nasce per punire chi lucra sullo stato di necessità dei migranti” .

associazioneantigone.it/news/3039-migranti-antigone-processo-a-felix-croft-gonnella-non-si-possono-perseguire-episodi-di-solidarieta

Felix Croft appello

 

 

“I DIECI GRAMMI DEL RAGAZZO DI LAVAGNA E I MILIARDI DELLA MAFIA”

articolo di Roberto Saviano pubblicato da Repubblica il 15-2-2017

lamiaombra.it/i-dieci-grammi-del-ragazzo-di-lavagna-e-i-miliardi-della-mafia/39923

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“BASTA VITE SPEZZATE DAL PROIBIZIONISMO”

 

dichiarazioni di Riccardo Magi e Antonella Soldo sul suicidio di un ragazzo di 16 anni a Lavagna a seguito di una perquisizione domiciliare

radicali.it/20170213/droga-radicali-basta-vite-spezzate-dal-proibizionismo

ilsecoloxix.it/p/levante/2017/02/13/ASs3oVGG-lavagna_perquisizione_durante.shtml

 

 

“L’Europa si scandalizza per il bando di Trump, ma con i migranti sta facendo la stessa cosa”

 

intervista a Emma Bonino pubblicata dal Secolo XIX il 5-2-2017

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“Manifestazioni per la liberazione di Leonard Peltier a Roma, Milano, Genova e Firenze il 17, 18 e 19-1-2017”

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A Genova il presidio si terrà mercoledì a partire dalle 18 in Piazza De Ferrari in concomitanza con l’ora di silenzio per la pace e si sposterà quindi in Via Dante presso l’ingresso del Consolato degli Stati Uniti .

Altre manifestazioni sono annunciate a Roma, Firenze e Milano .free-leonard-peltier-18-1-2017free-peltier-ge

Cura dimagrante al Carcere di La Spezia: in un mese trasferiti 60 detenuti

intervista a Deborah Cianfanelli sulla visita dei Radicali del 25-12 al Carcere di La Spezia e sulla condanna per “sovraffollamento” dello stesso istituto ottenuta lo scorso ottobre

lanazione.it/la-spezia/cronaca/carcere-1.2778152

pubblicata su La Nazione il 27-12-2016

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E’ tempo che il Presidente Obama conceda la grazia a Leonard Peltier

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L’appello di Amnesty International a Obama perché conceda la grazia prima della scadenza del suo mandato a Leonard Peltier, dopo 40 anni di ingiusta detenzione .

pubblicato da The Guardian il 21-12-2016

theguardian.com/commentisfree/2016/dec/21/leonard-peltier-obama-pine ridge

e l’articolo di Martin Garbus pubblicato su The Nation il 9-12-2016

thenation.com/article/its-time-for-president-obama-to-grant-clemency-to-leonard-peltier