Archivio per settembre 2014

“E’ morta Luisa Bonello. Denunciò i casi di pedofilia della Curia Savonese”


“E’ MORTA LUISA BONELLO.  DENUNCIO’ I CASI DI PEDOFILIA DELLA CURIA SAVONESE”

E’ morta nel suo appartamento – apparentemente per suicidio – venerdì scorso la Dottoressa Luisa Bonello, il medico cattolico che denunciò numerosi casi di pedofilia e di abusi avvenuti all’interno della Chiesa Savonese .

Luisa Bonello si era recata di recente a Roma e aveva incontrato Papa Francesco consegnandogli un dossier, per questo al suo ritorno era stata sollevata dall’incarico di Ministro dell’Eucaristia .

Aveva partecipato pochi giorni fa  alla presentazione del documentario di Francesco Zanardi  “Parole, opere, omissioni”

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2014/09/20/ARgVAj0B-istigazione_inchiesta_accusatrice.shtml

 

morte maria luisa bonello sec sa 20-9-14 p8

 

 

Perduca a Genova: sabato 6.9.2014

[Caro Gian Piero,] Sabato 6 settembre, alle ore 18.30 allo spazio libri della FESTA dell’UNITA’ di GENOVA, Area Porto Antico, si presenta il mio libro “Operazione Idigov, come il Partito Radicale ha sconfitto la Russia di Putin alle Nazioni unite“. A presto! MarcoCop-Idigov_1

questa paginala scheda di presentazione del libro con l’introduzione di Emma Bonino  e le 9 recensioni uscite ad oggi; nei prossimi giorni, il programma definitivo della serata; programma della Festa. E’ uscito “Operazione Idigov, come il Partito Radicale ha sconfitto la Russia di Putin alle Nazioni unite” il primo libro dell’ex senatore radicale Marco Perduca con l’introduzione di Emma Bonino

http://www.radicalparty.org/it/content/operazione-idigov-come-il-partito-radicale-ha-sconfitto-la-russia-di-putin-alle-nazioni-unit

Operazione Idigov racconta come, nella primavera del 2000, la Federazione russa di Vladimir Putin chiese l’espulsione del Pr dalle Nazioni unite per aver fatto parlare davanti alla Commissione diritti umani di Ginevra il parlamentare ceceno Akhyad Idigov. Leggi le recensioni apparse su Formiche, Il Foglio, l’OpinioneStrade, l’AvantiNotizie Radicali, ilGarantista, sul blog di Andrea Riscassi e su FuturoQuotidiano. Qui invece il link al blog dell’autore.

Cop-Idigov Layout 1

Attraverso la pubblicazione di documenti ufficiali del governo Russo e dell’Onu, memorandum interni del Partito e ricordi personali di Perduca, all’epoca rappresentante radicale all’Onu, Operazione Idigov ripercorre le iniziative istituzionali, politiche e parlamentari messe in atto tra Roma, Bruxelles e New York perché l’Onu rigettasse la richiesta russa. Pur non volendo esser un manuale di lobby, il libro rappresenta un documento singolare nel suo genere poiché racconta come l’unico Partito politico che è riconosciuto all’Onu come organizzazione non-governativa sia riuscito a suscitare il sostegno di decine di paesi non solo per se stesso ma anche per quello che negli anni esso ha rappresentato all’Onu: un partito al servizio dei silenziati e degli oppressi di mezzo mondo. Il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito è affiliato al Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite dal 1995. Negli anni i Radicali son riusciti a mobilitar con successo l’opinione pubblica e i governi di mezzo mondo nel perseguimento di obiettivi di rilevanza globale come la creazione dei tribunali ad hoc per la ex Yugoslavia e il Ruanda, l’istituzione della Corte penale internazionale, la proclamazione di una moratoria universale della pena di morte e la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili. Nella postfazione di Operazione Idigov, Marco Perduca solleva l’interrogativo di cosa succederebbe oggi se un altro Stato membro dell’Onu attivasse di nuovo la procedura di sanzione nei confronti del Partito Radicale.

Sull’autore: Marco Perduca (Firenze 1967) è stato senatore radicale dal 2008 al 2013 in Commissione esteri e giustizia e segretario della Commissione speciale per la tutela dei dritti umani del Senato della Repubblica; prima di una breve parentesi come consulente alla Farnesina [2006-2008], Perduca ha rappresentato il Partito Radicale all’Onu tra New York, Ginevra e Vienna – responsabilità che ha ripreso dall’inizio del 2014; per 2 anni è stato coordinatore del gruppo italiano della Ong Parliamentarians for Global Action, è membro dei consigli direttivi di Nessuno Tocchi Caino e Non c’è Pace senza Giustizia; ha un blog su HuffingtonPost.it; su twitter è @perdukistan.

In allegato la copertina del libro di Aurelio CandidoOperazione Idigov può esser acquistato online ai siti: Amazon |Mondadori Feltrinelli Ibs Libreria universitaria UniLibro 

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Ps: ma cosa hanno, in comune, Della Vedova [v. art. prec.] e Perduca, oltre al fatto d’esser entrambi iscritti al PR “transnazionale” ? Ma l’aver sottoscritto le interrogazioni sul caso Buscaglia, che diamine! Il 1° al Parlamento europeo, il 2° a quello italiano! … Ammesso che abbiano davvero letto ciò che hanno firmato (magari riflettendo ‘nu poco sulla genesi e sul vero significato di quella storia), Chissà se ‘cci pensano ancooora, chissà!😦

 

Della Vedova a Sanremo: giovedì 4.9.2014

Sanremo: giovedì tavola rotonda sulla condotta delle ostilità nei conflitti armati. All’evento, posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il Patrocinio dei Ministeri della Difesa e degli Esteri, prenderà parte il Senatore Benedetto Della Vedova, Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri.
della vedova
La condotta delle ostilità è la caratteristica distintiva dei conflitti armati; le norme di diritto internazionale umanitario che regolano la condotta delle ostilità mirano a crear un adeguato equilibrio tra due principi: necessità militare e umanità. L’applicazione di tali norme è necessaria per limitar il disastroso costo umano dei conflitti armati, in particolare per evitar vittime civili, distruzione di infrastrutture civili, sfollamento di civili coinvolti loro malgrado nel conflitto. La 37^ tavola rotonda sui problemi attuali del diritto internazionale umanitario, in programma a Sanremo dal 4 al 6/9 all’Hotel Londra cercherà di rafforzare e chiarir la comprensione delle norme e la prassi inerenti la condotta delle ostilità; un impegno fondamentale per garantir che tali norme siano sempre rispettate, anche nel cuore del conflitto. La tavola rotonda, organizzata dall’Istituto di Sanremo insieme al Comitato Internazionale della Croce Rossa di Ginevra, si concentrerà in particolare sull’interpretazione corrente dei principi che disciplinano la condotta delle ostilità e di come sono o dovrebbero esser applicati anche alla luce degli sviluppi del conflitto, con l’obiettivo di identificar delle “lezioni” dai recenti conflitti armati guardando anche alle migliori pratiche nel campo della formazione. All’evento, posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il Patrocinio dei Ministeri della Difesa e degli Esteri, prenderà parte il Sen. Benedetto Della Vedova, Sottosegretario agli Esteri. I lavori si avvarranno del contributo e dell’esperienza di esperti di diritto internazionale umanitario e professionisti provenienti da circoli accademici e militari di tutto il mondo impiegati in contesti operativi. La cerimonia d’apertura della tavola rotonda avrà luogo giovedì mattina alle 10 presso il Centro Internazionale Congressi del Grand Hotel Londra di Sanremo.
http://www.sanremonews.it/2014/08/30/leggi-notizia/argomenti/altre-notizie/articolo/sanremo-giovedi-tavola-rotonda-sulla-condotta-delle-ostilita-nei-conflitti-armati.html
b. della ved.
Nell’occasione, segnaliamo questo articolo – anche se di altro argomento – di Benedetto Della Vedova, apparso su La Stampa del 31.08.2014:
Marijuana, ecco perché allo Stato converrebbe legalizzarla (e tassarla)
Quello 0,1% in meno nel rapporto deficit/Pil che deriverà dai nuovi criteri Eurostat nel calcolo della ricchezza prodotta ogni anno, comprensiva dei proventi di alcune attività illecite, beneficerà l’Italia meno della media Ue. Saranno compresi solo scambi illeciti fondati su transazioni volontarie, come nel caso della droga e prostituzione, e non sulla coercizione, come l’estorsione. Questo ci ricorda che il consumo di cannabis è un pezzo della nostra economia. Si tratta di un mercato particolare, in cui l’economia legale [i redditi consumati in marijuana son di norma dichiarati e tassati] trasferisce risorse a quella illegale. Immagino le critiche e specifico: nessun giudizio positivo sul consumo di cannabis. Il punto è questo: per altri consumi nocivi come alcol e tabacco si è intrapreso da tempo un percorso diverso, quello dell’informazione, dissuasione, tassazione. Alcol e tabacco fanno bene? No. Provocano danni sociali e sanitari? Sì. Ma nessuno propone di consegnarne al mercato illegale la produzione e il commercio, cosa che avrebbe anche l’effetto di accrescere il prezzo e privar l’erario di entrate ingenti. La domanda: ha ancora senso lasciar che sia la criminalità organizzata a rifornir i 4,5 milioni di italiani consumatori di spinelli? Di recente l’Uruguay e gli Stati del Colorado e di Washington [Usa] han legalizzato produzione e vendita di marijuana per uso ricreativo oltre che terapeutico. Si è aperta una prima breccia nell’ordine proibizionista, è possibile iniziar a misurar gli effetti. In Colorado a giugno 2014, dopo 6 mesi dalla legalizzazione della vendita al dettaglio e 18 mesi dalla decriminalizzazione, gli incidenti d’auto non sono aumentati e i reati son persino diminuiti, secondo la polizia di Denver: non è stata necessariamente la legalizzazione a ridurre il crimine, ma di certo non ne ha prodotto un aumento. L’eliminazione delle pene detentive per piccoli reati connessi alla marijuana fa risparmiar al Colorado fra i 12 e 40 milioni di dollari l’anno, mentre il gettito fiscale della legalizzazione nei primi 6 mesi 2014 è stato superiore a 30 milioni di dollari, comprendendo la marijuana per uso medico. Per volontà referendaria, le entrate fiscali saranno destinate al sistema scolastico e alla sensibilizzazione contro l’abuso di stupefacenti. Per il piccolo Colorado [5 milioni di abitanti] la legalizzazione della marijuana ha rappresentato un business di quasi 1 miliardo di dollari sottratto all’economia criminale, con un potenziale di nuovi occupati di circa 10.000 unità, 2000 dei quali già realizzatisi secondo il Marijuana Industry Group Usa. Per l’Italia, grande 12 volte il Centennial State, parleremmo di numeri molto maggiori, significativamente positivi per i conti pubblici. Il libro bianco “Il mercato delle droghe: dimensioni, protagonisti, politiche”, a cura di Guido M.Rey, Carla Rossi, Alberto Zuliani, ha stimato il fatturato 2010 del narcotraffico in Italia in circa 24 miliardi di euro. Le analisi più recenti sul mercato dei soli derivati della cannabis portano a una stima di oltre 7 miliardi di euro annui. Oggi è possibile, più o meno approssimativamente, stimar il costo del proibizionismo sulla cannabis, dato dalla somma della spesa pubblica destinata all’attività di repressione e del mancato introito fiscale sulla produzione e sulla vendita. Legalizzando questo mercato -che è il più vasto in termini di consumatori e il meno problematico in termini sociali e sanitari- e imponendo una tassazione abbastanza alta da non promuover il consumo, ma non troppo da incentivar il ricorso al mercato illegale [in ipotesi, la stessa tassazione dei tabacchi: circa i ¾ del prezzo di vendita] lo stato risparmierebbe sul fronte della repressione e riscuoterebbe entrate oggi interamente assorbite dai profitti criminali. Si tratterebbe di grandezze molto importanti dal punto di vista economico e fiscale. E’ ovvio che tale “ricchezza” non sarebbe creata dal nulla -dal prossimo mese la troveremo contabilizzata nel Pil- ma sarebbe strappata alla criminalità e ricondotta a un regime legale, più compatibile e gestibile in termini politici e sociali. Tanto più che la repressione proibizionista -comunque la si voglia considerar in termini morali o di principio- non dà risultati positivi né sul lato dell’offerta, né su quello della domanda delle sostanze proibite. E non impedisce, ma favorisce l’inquinamento criminale dell’economia legale, attraverso l’utilizzo dei profitti illeciti e dell’enorme potere di controllo politico-territoriale delle narcomafie. La mia opinione è che di questo non solo si possa, ma si debba discuter senza pregiudizi.


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