SANREMO: quel casino del CASINO’!

La notizia – Sanremo, 27.01.2012: arrestati 5 croupier e un controllore comunale del Casinò; indagini coordinate direttamente dal Procuratore della Repubblica, Roberto Cavallone. Nella notizia: croupier e capitavolo, profittando della confusione al tavolo da gioco, facevano scivolare le fiches in un foro, il ficheur*, dove erano poi prelevate dal controllore comunale (!) e rivendute ai clienti; i dipendenti sono stati inchiodati dalle telecamere interne: 7 episodi di furto, ma non è escluso che la prassi fosse ben oliata ed abituale; talora ciò avveniva in un breve arco di tempo: ad es. il 7.11 e il 15.12.11 erano spariti 2000€ in fiches da 500 nel giro di poche ore. *Il ficheur è uno strumento che separa meccanicamente le fiches in base al colore, alleggerendo il lavoro dei croupier e mantenendo i gettoni in ordine, pronti alle distribuzioni: in un video si vede un capotavolo recapitare le fiches di scarto (da 500€) al controllore comunale, che a sua volta le consegna a un cliente; controllore e capotavolo già citati in precedenti indagini: in un’intercettazione telefonica si sente il controllore chiedere alla propria compagna se il cliente avesse pagato il valore delle fiches consegnategli. “Abbiamo soltanto scoperto la punta di un iceberg” ha detto il Procuratore.

Il retroscena: Casinò di Sanremo,  30 anni di inchieste e retate, a partire dal 1981! Ripercorriamo la storia dei numerosi blitz compiuti nel corso degli anni al casinò; su tutti, la maxi retata dei primi anni ’80: il 1° blitz, quello più famoso, risale infatti al 26.01.1981, quando furono arrestati 50 croupier e altrettanti clienti; in tutto, 100 persone accusate di furto: un numero così alto di imputati… che fu necessario allestire una maxi sala giudiziaria ad hoc per fare il processo; con gran clamore mediatico, esso si tenne al Campo ippico del Solaro. La combine tra dipendenti e clienti era quella di far figurare false vincite; si ebbero molte condanne e qualche assoluzione; ma dopo diversi anni, alcuni croupier, a causa di errori procedurali del licenziamento, ottennero addirittura dei rimborsi fino a 500 milioni di lire!

MAURO MELLINI, senatore radicale, ironizzò: <<Se la serva si accorge che i suoi padroni sono dei ladri, fra sé finisce con l’esclamare “Allora, rubo anch’io!”>>. Mellini si riferiva all’arresto dell’intera giunta comunale di Sanremo, corrotta tout court dalla mafia (quella vera) per fare del casinò un centro di riciclaggio di denaro sporco.

Dopo 10 anni, 2° maxi blitz, 13.05.1993: stavolta, manette a 30 persone, 22 dipendenti del ramo chemin de fer, 5 controllori comunali, 2 ispettori amministrativi, un cassiere; associazione a delinquere, concorso in furto aggravato e continuato; dopo 15 giorni, 2 arrestati furono rimessi in libertà perché riconosciuti estranei alla vicenda; alla fine, condannati tutti i croupier tranne uno, assolti tutti gli altri; circa il modo in cui venivano sottratte le fiches, gli inquirenti parlarono di movimenti da prestigiatori. Seguirono poi episodi sporadici, relativi a singoli dipendenti. La cronaca più recente risale al settembre 2009 quando, con un blitz di minori proporzioni, a finire nei guai furono due dipendenti e un cliente accusati di furto aggravato di fiches.

Nella continua oscillazione fra gestione pubblica, privata e mista, ogni tanto ci si domanda: “Ma chi comanda davvero, dentro il Casinò? Forse, i Sindacati?“. Se gestione pubblica vuole dire corruzione, gestione privata significa mafia. Eppure, ogni tanto qualcuno si sveglia, immemore: “Il Casinò è un carrozzone elefantiaco e clientelare, che invece d’incassar denaro per il bene della città, si preoccupa di distribuir prebende ai soliti (pochi) noti, croupier, valletti, cambisti e perfino controllori comunali, debitamente legati a questo o a quel politico; è ora di dire basta a tale andazzo che, invece di portar benessere, ha ridotto il Casinò municipale di Sanremo a uno squallido Circo Barnum, dove non si capisce più chi siano i controllori e chi i controllati, dove periodicamente risuona il tintinnio delle manette giacché impiegati infedeli, croupier e controllori comunali, invece di fare il loro mestiere, si preoccupano di sottrarre quattrini alla collettività. Leggo che un tizio, arrestato in questi giorni, nel lontano 1981 era un semplice giocatore, una cosiddetta testa di legno che, malgrado avesse già rubato al Casinò, fu premiato con l’assunzione nel Corpo dei Controllori comunali: in tale veste è stato di nuovo arrestato con accuse analoghe a quelle della prima volta! Ciò significa che qualcosa non funziona nella politica sanremese, che finora ha tollerato in silenzio certi atteggiamenti.  Chiediamo che il Casinò Municipale diventi un’impresa normale, in mano a un imprenditore, senza partecipazione pubblica: un privato che rischia in prima persona sarà meno disposto a tollerare ripetute e periodiche ruberie”. Così l’assessore regionale Idv, Cascino, favorevole alla completa privatizzazione del Casinò, all’indomani dell’ennesima retata di polizia. Idem la Lega Nord e, forse, lo stesso sindaco Zoccarato, ormai deluso dai “suoi” stessi controllori (che, oltretutto, gli costavano 400.000€ all’anno).

DULCIS IN FUNDO, ecco una formidabile excusatio non petita da parte del Sindacato. Sanremo, 31.01.2012, dopo gli arresti dei giorni scorsi per i furti al Casinò, le precisazioni dello SNALC-CISAL: “Certa d’aver sempre svolto la propria attività nel rispetto delle leggi tutte e della legalità in genere (!), rappresentando la massima fiducia nell’operato della magistratura, la Cisal rende noto che qualunque accostamento, realizzato da chiunque e con qualsiasi mezzo, del presente Sindacato autonomo, e dei suoi rappresentanti, ai fatti oggetto d’indagine penale relativi a ipotesi di reato ai danni della casa da gioco sanremese, sarà oggetto di tutela nelle competenti sedi civili e penali stante la completa estraneità (!) a detti fatti”. Eh, ma certo! Chi mai potrebbe pensare il contrario? Chi mai oserebbe insinuare che proprio i sindacalisti…? Giammai! Fra loro, nessun venduto, tutti incorruttiBBBili! Sorriderebbe Flaiano: “In Italia non c’è soltanto chi è pronto a vendersi; taluni sarebbero perfino disposti a pagare… pur di vendersi!”.

Advertisements

0 Responses to “SANREMO: quel casino del CASINO’!”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...





%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: