NON CI FACCIAMO MANCARE NIENTE: Imperia, pure un’autobomba in tribunale!

Imperia, 25.X.11: a 3 anni dai fatti, silenzio sospetto sull’autobomba in tribunale. Nel dossier antimafia sono citati tutti gli episodi attribuiti alla criminalità organizzata negli ultimi 10 anni; un elenco certosino, che non trascura i dettagli. Eppure, sulla vicenda più grave, cioè il fallito attentato del novembre 2008 contro il tribunale di Imperia con un’autobomba carica di gas disinnescata all’ultimo minuto, le relazioni degli investigatori tacciono. Non una riga, un cenno dell’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia, con la squadra mobile di Imperia e il servizio centrale operativo di Roma. Una dimenticanza che potrebbe indurre il neo prefetto Fiamma Spena a chieder spiegazioni. Oggi, di quei fatti, cioè di un ordigno rudimentale (ma funzionante) sistemato nel giorno dei defunti (2.11.08) nel parcheggio riservato a giudici e avvocati sotto le finestre di palazzo di giustizia, non si sente più parlare. La Dda ha chiuso la vicenda con un’archiviazione; idem per le procure, anche quella generale all’epoca interpellata. La ricerca dei possibili responsabili, dei legami di costoro con gruppi di stampo mafioso, così come ipotizzato 3 anni or sono, è lettera morta. La decisione di delegare alla Dda il delicato incartamento fu adottato dal procuratore capo, Bernardo Di Mattei. Gli atti erano stati raccolti presso la procura di Imperia dal sostituto procuratore Filippo Maffeo: davano per certa la pista dell’attentato contro i giudici. Alcuni elementi emersi dall’indagine e in particolare dai rilevamenti sull’auto e sulle bombole di gas che dovevano esplodere, i tempi e il modus agendi degli attentatori, avevano subito portato ad avvalorare tale ipotesi. Il pm Maffeo aveva seguito la pista di un avvertimento del sedicente agente segreto russo, Roman Antonov, poi condannato all’ergastolo per omicidio, nell’approssimarsi del processo in Corte d’Assise d’Appello. La squadra mobile e lo Sco si erano concentrati su altri casi giudiziari: il processo contro i mandanti del controllo dei locali della prostituzione in Riviera o gli sviluppi delle indagini su alcuni casi di violenza, minacce a mano armata. Tra questi anche il caso di Alberto La Gatta, detenuto per una serie di reati tra cui una gambizzazione, resosi latitante pochi giorni prima dell’attentato fallito. L’obiettivo della task-force messa in moto all’epoca era quello di dare al più presto precise risposte su un episodio che soltanto per un caso fortuito non ebbe tragiche conseguenze. Anche per questo motivo in città fece visita il procuratore generale di Genova, Francesco Lalla, che aveva incontrato i colleghi imperiesi e partecipato a un Comitato per la sicurezza convocato dal prefetto Maurizio Maccari. Tre anni di silenzio appaiono oggi più sconcertanti per via degli scenari che il flop investigativo offre. Fu fatta piena luce? http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2011/10/25/AOBC9hGB-tribunale_sospetto_autobomba.shtml

NB: intanto, il Presidente del Tribunale, G.Franco Boccalatte, resta agli arresti domiciliari per corruzione in atti giudiziari…

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