In LIGURIA, la ‘NDRANGHETA preferisce le mazzette al kalashnikov

21.10.2011. Il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta antimafia, Beppe Pisanu, lo aveva anticipato ieri [Malgrado la civiltà dei liguri (!), la mafia ha trovato in Liguria un’area di complicità, una zona grigia che ne facilita l’intrusione] e lo ha ribadito oggi, nella 2^ giornata d’audizione in Prefettura a Genova: La ‘ndrangheta in Liguria c’è, guai a sottovalutarla. Pisanu ha tracciato un quadro preciso su un fenomeno che, su tutto il territorio regionale, ha ormai conseguito posizioni importanti soprattutto nella gestione delle cave*, movimento terra, ciclo rifiuti, mentre altrove si occupa pure d’energia  alternativa e nanotecnologie. Secondo Pisanu, fra le altre organizzazioni criminali la ‘ndrangheta è la più forte, quella con maggior capacità d’espansione; in Liguria s’è organizzata in “locali” guidati da una camera di compensazione e controllo, che coordina la Francia e il Piemonte. RISPETTO AL SUD, e in particolare alla Calabria, dove la ‘ndrangheta ha origine, LA DIFFERENZA STA NEL METODO: Qui, la ‘ndrangheta ha ridotto al minimo l’intervento “militare”, preferendo l’uso di forme più sofisticate, come il guadagno facile e la partecipazione in società per future scalate. In altre parole:  Qui la ‘ndrangheta preferisce le mazzette al kalashnikov. Ad acuire il potere d’infiltrazione e manovra nel tessuto politico e economico c’è la crisi economica, Eldorado delle mafie: Disponendo di denaro in quantità illimitata, la mafia può sedurre aziende e persone in difficoltà; e può così far conquiste più facili di quanto accadrebbe in tempi d’ordinaria vitalità economica e sociale. http://www.genova24.it/2011/10/ndrangheta-in-liguria-pisanu-qui-preferisce-le-mazzette-al-kalashnikov-21752

NB: Quando, negli anni ’80, Gian Piero Buscaglia e la sua famiglia furono costretti a fuggire da Imperia, l’esponente radicale aveva scoperto (e segnalato a chi di dovere, istituzioni e sindacati) strani traffici all’ufficio licenze della locale questura, dove egli lavorava: in particolare, essi riguardavano singolari favori che la polizia offriva a un impresario in odore di mafia, Francesco Filippone, titolare di alcune cave* nel savonese, ma vincitore di appalti per la costruzione di case popolari ad Imperia. Uno di quegli alloggi, comprato a riscatto e poi ultimato dal fratello di Adele Faccio, Cesare, è oggi SEDE del “GRAF”. http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=313256

21.10.2011, LA CONFERMA di Lumia: In effetti, ci sono stati troppi anni di negazionismo in Liguria e molto minimalismo. Con queste parole, Giuseppe Lumia, membro della Commissione antimafia, a margine della 2^ giornata d’audizione della Commissione in Prefettura a Genova, spiega la situazione delle infiltrazioni criminali in Liguria. Bisogna recuperare: in Liguria occorre una mappatura per aver conto delle collusioni tra le varie organizzazioni mafiose che sono tutte operanti e i settori della politica e dell’economia. In Liguria, la mafia ha avuto troppo tempo a propria disposizione per accumular forza nell’economia e quindi ora, come in tutte le realtà dove essa ha puntato a espandersi, sta infiltrando settori della politica. http://www.genova24.it/2011/10/mafia-lumia-in-liguria-troppe-infiltrazioni-mafiose-21730

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