Archivio per febbraio 2011

APPELLO per Leonard PELTIER

Leonard Peltier è un attivista nativo-americano, nato il 12.9.44 nel North Dakota: Anishinabe (Chippewa) Turtle Mountain Indian Reservation; fece parte del Movimento Indiano Americano e fu l’unico condannato per gli incidenti alla riserva indiana di Pine Ridge all’inizio degli anni ’70; in prigione dal ’76 per l’omicidio di due agenti Fbi, la sua colpevolezza è però assai dubbia: per i suoi sostenitori fu condannato ingiustamente e illegalmente. Amnesty International dichiarò: Pur non avendolo adottato come prigioniero di coscienza, c’è preoccupazione per l’equità del procedimento, conclusosi con la condanna all’ergastolo, e si ritiene che i fattori politici possano aver influenzato il modo in cui è stato perseguito. Nell’89 il chitarrista Little Steven, membro della E Street Band di Bruce Springsteen, incluse un brano dal titolo Leonard Peltier nel suo album Revolution; nel ’92 il gruppo musicale dei Rage Against The Machine gli dedicò una canzone: Freedom! http://en.wikipedia.org/wiki/Leonard_Peltier

Appello perché Peltier sia ricoverato in un centro clinico: detenuto presso il Penitenziario di Lewisburg, Pennsylvania, da oltre un anno è in attesa di esami medici appropriati per la diagnosi di un possibile tumore alla prostata. Raccogliamo e rilanciamo un APPELLO URGENTE del Comitato di difesa Peltier a inviare lettere, fax, telegrammi al Bureau of Prisons perché sia consentito il suo trasferimento in un centro clinico o ospedaliero dove possa ricevere cure adeguate. Il testo proposto per le lettere, che può esser scaricato, stampato e adattato, è il seguente:

Director Harley G. Lappin – U.S. Bureau of Prisons – 320 First Street, NW – Washington, DC 20534 U.S.A.

Dear Mr Lappin, it has come to my attention that Leonard Peltier #89637-132, an imate at the U.S. Penitentiary in Lewisburg, Pennsylvania, is in dire need of medical attention. I believe that Mr. Peltier’s medical needs are urgent and that he needs to be seen by proper medical staff. Therefore I respectfully request that Leonard Peltier be transferred to FCI-Oxford in Wisconsin or FMC-Rochester in Minnesota. Either of these facilities can adequately accomodate Mr. Peltier’s medical needs. Thank You in advance for transferring Leonard Peltier and imediately addressing his medical needs !

Sincerely,________________________________________

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http://www.fainotizia.it/2011/02/25/appello-urgente-perch%C3%A8-leonard-peltier-sia-ricoverato-presso-un-centro-clinico

L’originale su lpdoc.blogspot.com carcere, diritti umani, giustizia, Incident at Oglala, leonard peltier, Nativi Americani, u.s.a.

Intervento GRAF: e l’Onu approva le sanzioni… :-)

Ieri, il comunicato del GRAF “CONTRO LE DITTATURE (e, en passant, contro le prefetture): il 25/2 una delegazione del GRAF partecipa al presidio contro la dittatura libica davanti al Palazzo del Governo/T0; aderendo all’appello dell’Ass.Aglietta, il Gruppo Radicale Adele Faccio denuncia i crimini di un regime in agonia e le complicità delle nostre istituzioni nell’aver sempre assecondato la vanità criminale di Gheddafi, con accordi che anteponevano l’interesse economico al rispetto dei diritti umani; cosciente di ciò, chiede: 1) SANZIONI ONU SUBITO e raccolta di prove sui crimini di guerra da portar alla Corte Penale dell’Aja o al Tribunale Russell [Bertrand Russell si disse favorevole all’uso della forza  internazionale per impedir i genocidi]; 2) revoca vera, di diritto e non di fatto, del vergognoso trattato italo-libico che ancora ci impone la non-ingerenza [art.4] e vieta l’uso delle basi italiane [Sigonella] che l’Onu ora ci chiede; 3) l’imposizione di una no-fly zone nel cielo libico [di aerei e elicotteri: nella 1^guerra del Golfo ci si scordò di questi ultimi] per impedir rappresaglie del despota sul suo stesso popolo; 4) ovunque, il rispetto della dignità e dei diritti umani dei cittadini da parte dell’autorità, sia nei regimi quarantennali (Libia) che in quelli sessantennali (Italia): Democrazia e Giustizia, sacre sempre! — — — Ps: nel pomeriggio del 25, GPBuscaglia/GRAF ha poi incontrato l’avv.Rovito, donandogli 6 dolcetti liguri per l’impegno del 7/2 in Corte d’Appello, 1 per ogni reato prescritto! L’avv.Sateriale, segnalato dai compagni, pretendeva €.500 solo per recarsi al palagiustizia. La lotta continua.

27/2: il Consiglio di Sicurezza approva nella notte, all’unanimità, sanzioni contro il regime di Gheddafi; Onu e Ue rompono così gli indugi e sanciscono nei fatti l’isolamento internazionale del dittatore libico. Prima di definir gli ultimi dettagli della risoluzione 1970, il segretario Ban Ki Moon ha chiamato Berlusconi e discusso le opzioni disponibili per risolver la crisi, chiedendo un ruolo attivo dell’Italia per un’azione decisiva. Proprio per quest’azione decisiva, i 15 del Consiglio di Sicurezza, in linea con l’Ue, trovano così l’accordo per: 1) embargo sulle armi; 2) blocco dei beni del dittatore e del suo klan; 3) divieto di viaggio per i medesimi nell’Ue; 4) deferimento alla Corte Penale internazionale dell’Aja per i crimini di guerra contro l’umanità; 5) infine, si fa riferimento all’art.7 della Carta Onu, che non esclude l’intervento internazionale, se necessario, ma per ora non previsto: si parla chiaramente di mezzi non militari (art.41), come chiesto da Russia e Cina; è il successivo art.42 (non citato nella risoluzione) a autorizzar l’uso della forza se le misure previste in precedenza non danno risultati, prospettando interventi via aria, mare o terra per mantenere o restaurar la pace e la sicurezza internazionale.

Integrazione rassegna stampa carceri: Savona

Interrogazione parlamentare di Rita Bernardini sul carcere di Savona. Ivg 11.2 il vostro giornale http://www.ivg.it/2011/02/carcere-savona-interrogazione-di-bernardini-radicali-al-ministro-alfano/ Struttura vecchia, umida, male illuminata, 80 detenuti anziché 38, agenti sotto organico del 30%: così l’on. Bernardini, membro Commiss. Giustizia della Camera, chiede al ministro Alfano d’attivarsi per superar i gravi problemi di sovraffollamento oltre a quelli, drammatici, di fatiscenza e insalubrità dell’edificio, delle celle, dei luoghi destinati alla socialità, della non applicazione delle più elementari norme igienico-sanitarie; per ripristinar il fondo per il lavoro in carcere dei detenuti (oggi solo un’esigua minoranza svolge un’attività, peraltro poco qualificante) e l’organico degli agenti; perché sia abbattuto il muretto divisorio nella sala colloqui, allestita un’area verde per gli incontri dei detenuti coi figli minori; per garantir ai detenuti il diritto alla salute; per un presidio sanitario h24, la messa in sicurezza degli ambienti a partir dalle celle; per sanar la violazione normativa dell”inesistenza di un regolamento interno. La delegazione radicale ha visitato il carcere di Savona il 31/1: http://www.ivg.it/2011/01/delegazione-radicale-visita-il-carcere-di-savona-una-conigliera-senza-luce/ Gian Piero Buscaglia, del Comitato Nazionale Radicali Italiani, reduce dalla visita al S.Agostino, ha commentato: E’ una conigliera umida e senza luce! I detenuti sgomitano compressi in una struttura medioevale, vivono giornate senza luce, sotto i neon. Dopo il blitz di ferragosto (Buscaglia donò ai detenuti una valigia di fumetti), i radicali son tornati a visitar il carcere: ambienti angusti, celle malandate, stanze comuni umide, ricavate nell’antico convento in parte interrato. La comunità carceraria s’arrangia di fronte a difetti strutturali clamorosi; lo spreco economico per le continue ristrutturazioni è assurdo, occorre costruir subito quello nuovo; al solito sovraffollamento qui s’aggiunge una struttura fatiscente, con finestre murate; i detenuti non ricevono un raggio di sole, passano le giornate sotto i neon; topi, bagni alla turca, celle malsane, letti a castello di 2 o 3 livelli. Dopo la visita al carcere di Sanremo, i radicali sono rimasti a Savona fino a sera. Ancora Buscaglia: Sanremo è più grande, alienante, Savona più umano, ma entrambi non hanno Regolamento interno poiché, se dovessero stilarlo, evidenzierebbe tutti gli aspetti non a norma. Bernardini:  il sovraffollamento del S.Agostino è in linea con l’allarmante media nazionale (eccesso di presenze del 53,3% rispetto al previsto); e il sindaco non è autorizzato a visitarlo: non è tra le autorità ammesse a far sopralluoghi in carcere, a cui possono accedere solo parlamentari (italiani, europei) e consiglieri regionali; occorre intervenir su tale limite perché è incredibile che l’amministratore d’una città non possa veder di persona le condizioni del carcere cittadino!

Interrogazione a risposta scritta 4/10760 seduta 430/7.2.11, 1°firmatario Rita Bernardini, gruppo Pd, co-firmatari: Beltrandi Farina-Coscioni Mecacci Turco Zamparutti. Ministero destinatario: Giustizia. Per sapere: premesso che il 30.1.11, la 1^firmataria del presente atto ha visitato il carcere di Savona con I.Testa (detenuto ignoto), A.Rosasco e Gian Piero Buscaglia (Comitato nazionale Radicali italiani), S.Mazzucchelli (radicali GE); accompagnati dal comandante A.Zagarella; dalla visita ispettiva è emerso il seguente quadro: http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=34870&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

CONTRO LE DITTATURE

e, en passant, contro le prefetture! – Come annunciato su facebook il 24/2, h.18.48, una delegazione del GRAF ha partecipato, venerdì 25.2.11, al presidio PER LA DEMOCRAZIA E IL DIRITTO contro il dittatore libico, davanti alla prefettura di piazza Castello (TO). Il Gruppo Radicale Adele Faccio si è così associato all’iniziativa promossa dall’Associazione radicale Adelaide Aglietta, tesa a denunciare non solo i recenti crimini di un regime in agonia (e perciò ancora più rabbioso) ma anche le complicità delle nostre istituzioni nell’aver sempre assecondato la vanità criminale di Gheddafi, con accordi che hanno anteposto un miope interesse economico (e affari privati) al rispetto dei Diritti umani universali. Cosciente di ciò, il GRAF ha presenziato davanti al Palazzo del Governo della 1^ Capitale unitaria per chiedere:

– la revoca del vergognoso Trattato d’amicizia italo-libica; revoca vera, di Diritto e non di fatto, denunciata formalmente in base alla Convenzione di Vienna, non un’ipocrita sospensione priva di valore giuridico, ancora vincolante per gli impegni dell’industria militare e, soprattutto, per la non-ingerenza: ad es., quello di non usare il territorio italiano per atti ostili contro la Libia (art.4), che invece la Nato potrebbe ora giustamente pretendere*;

– l’imposizione di una No-fly zone totale nel cielo libico (aerei e elicotteri: nella 1^ guerra del Golfo ci si scordò sciaguratamente di questi ultimi) per impedire al despota inferocito una rappresaglia sul suo stesso popolo;

SANZIONI ONU SUBITO da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Democratiche;

raccolta di prove da parte delle Commissioni dei crimini di guerra, da portare poi di fronte a un Tribunale Internazionale: Tribunale Russell o Corte Penale che sia;

– il rispetto, ovunque, della Dignità e dei Diritti umani dei cittadini di fronte alla prepotenza dell’Autorità costituita, sia nei regimi quarantennali (Libia) che in quelli sessantennali (Italia): Democrazia e Giustizia (sic) siano sacre… sempre!

*Perfino il filosofo Bertrand Russell, premio Nobel per la letteratura, si disse favorevole all’uso della forza internazionale per impedire i genocidi. Pacifista nella prima guerra mondiale, non lo fu certo nella seconda. —————————————————————————————-

Ps: nel pomeriggio, il fondatore del GRAF, G.P.Buscaglia, ha poi incontrato l’Avv.Rovito/AL a cui ha donato n.6 dolcetti liguri per l’impegno del 7 u.s. in Corte d’Appello: uno per ogni reato prescritto! L’avv.Sateriale, a suo tempo segnalato dai compagni, aveva invece intimato l’esborso di €.500 solo per recarsi al palagiustizia. LA LOTTA CONTINUA.

Rita Bernardini: interrogazioni parlamentari su carceri Sanremo-Imperia

Ben lieto che ciò sia apparso nel giorno del Festival! G.Piero Buscaglia

www.riviera24.it, dom. 20-feb-2011. Bernardini/radicali, interrogazioni parlamentari su situazione carceri Imperia e Sanremo: la deputata radicale Rita Bernardini, membro della Commissione Giustizia della Camera, ha depositato 2 interrogazioni parlamentari ai ministri della Giustizia e della Salute, redatte dopo le visite alle strutture d’Imperia e Sanremo da parte d’una delegazione radicale, il 29-30.1.11;  testo integrale sul sito Camera Deputati.

[1. IMPERIA] Ai Ministri della giustizia e della salute.
Per sapere, premesso che il 29.1.11 l’interrogante ha visitato il carcere d’Imperia con Irene Testa (Detenuto ignoto), Alessandro Rosasco e Gian Piero Buscaglia (membri del Comitato nazionale di Radicali Italiani), Susanna Mazzucchelli (Radicali Genova); la delegazione è stata accompagnata dal direttore Nicolò Mangraviti;
dalla visita ispettiva è emerso il seguente quadro: nel carcere d’Imperia sono presenti 99 detenuti rispetto a una capienza regolamentare di 78 posti; 57 condannati in via definitiva, gli altri in attesa di giudizio; fra questi, 18 sono imputati; gli stranieri sono il 60% mentre i tossicodipendenti sono circa 40: 27 seguiti dal Sert, 4 in trattamento metadonico; 3 affetti da Hiv; numerosi i casi psichiatrici, circa 10, soprattutto fra gli extracomunitari; 52 agenti di polizia penitenziaria in servizio a fronte d’una pianta organica che nel 2001 ne prevedeva 72, ma 4 agenti sono al nucleo traduzioni, 8 s’occupano dei colloqui, 10 distaccati in altre sedi; 2 gli educatori; 1 solo psicologo;
l’area sanitaria presenta gravi problemi, in primo luogo perché non è previsto un servizio sanitario h24; a ciò s’aggiunge il fatto che il defibrillatore è semi-automatico e che nelle ore notturne scoperte dal presidio, quando non ci sono neppure gli infermieri, gli agenti di turno -non avendo fatto alcun corso- non sono in grado di usar il dispositivo nel caso di un arresto cardio-circolatorio; il Sert dovrebbe esser più presente: soprattutto la psichiatra, infatti, da più di un mese non mette piede nell’istituto;
i detenuti che lavorano non sono più di 15; lo fanno a rotazione e dopo un mese di prestazioni possono contar su un salario di €.100, decurtato di €.50 per le spese di mantenimento in carcere; la scuola d’alfabetizzazione è frequentata da 9 detenuti, la media da 5 il corso di francese da 8 e quello di inglese da 9; chi non ha la fortuna di lavorare, passa 19ore del giorno in cella;
positiva, invece, è la sperimentazione fatta dall’istituto nella sez. dimittendi che ospita 35 detenuti con celle aperte dalle 8.30 alle 15.30; questa custodia attenuata -a detta dei dirigenti del carcere- dà buoni risultati consentendo ai detenuti di far alcune attività come il corso di teatro e pittura, il gruppo di gestione dei conflitti alla presenza d’una psicologa del Sert, o alcune attività sportive (pallavolo);
quanto alla sanità, il passaggio di competenze all’Asl pare non abbia comportato particolari traumi anche perché è stato assorbito tutto il personale della precedente gestione dell’amm. penitenziaria: solo il dirigente sanitario è cambiato;
con la legge 199/2010 sono usciti dal carcere d’Imperia, per beneficiar della pena alternativa della detenzione domiciliare, 6 detenuti, mentre 2 sono in attesa di risposta da parte del magistrato di sorveglianza;
nella sala colloqui c’è ancora il vietatissimo muretto che divide i detenuti negli incontri coi loro familiari; non c’è l’area verde per le visite dei minori;
nell’istituto penitenziario (IM) non vige il regolamento interno previsto dal 2°comma dell’art.32, L.354/1975;
– se sia a conoscenza di quanto scritto in premessa; in che modo intenda attivarsi e in quali tempi per superar i problemi di sovraffollamento del carcere d’Imperia; in che modo intenda ripristinar il fondo per il lavoro in carcere dei detenuti, poiché nelle condizioni attuali solo in pochi hanno la possibilità di svolger un’attività, peraltro poco qualificante, all’interno dell’istituto; in che tempi sarà ripristinato l’organico degli agenti di polizia penitenziaria; cosa s’intenda fare per vigilare affinché sia garantito il diritto alla salute dei detenuti, considerata la presenza di 40 tossicodipendenti e d’una decina di casi psichiatrici; quando sarà ripristinato il servizio sanitario h24 e in che modo s’intenda urgentemente far fronte a eventuali gravi emergenze notturne; in che tempi sarà abbattuto il muretto nella sala colloqui e quando sarà consentito ai bambini d’aver colloqui in un luogo meno deprimente; quando sarà istituita l’area verde; quando saranno ripristinati fondi adeguati per la manutenzione ordinaria e i sussidi da destinar ai detenuti più indigenti; in che tempi sarà sanata la violazione normativa riguardante l’inesistenza di un regolamento interno all’istituto.
[2.SANREMO] Ai Ministri della giustiza e della salute.
Per sapere, premesso che domenica 30.1.11 la 1^firmataria del presente atto ha visitato il carcere di Sanremo nuovo complesso (inaugurato nel ’96) con Irene Testa (Detenuto Ignoto), Alessandro Rosasco e Gian Piero Buscaglia (membri del Comitato nazionale di Radicali italiani) e Susanna Mazzucchelli (Radicali Genova); la delegazione è stata accompagnata dal comandante, commiss. Sergio Orlandi;
dalla visita ispettiva è emerso il seguente quadro: nel carcere di Sanremo sono presenti 355 detenuti rispetto a una capienza regolamentare di 209 posti; 218 condannati in via definitiva, gli altri in attesa di giudizio e, fra questi, 58 imputati; 187 i detenuti stranieri (34 nazionalità diverse); fra i condannati 22 sono i collaboratori di giustizia, 8 gli ergastolani;  70 detenuti tossicodipendenti di cui 8 in terapia metadonica; 6 affetti da Hiv;
gli agenti di polizia penitenziaria effettivamente in servizio sono 156 a fronte d’una pianta organica che nel 2001 ne prevedeva 254; gli educatori previsti in organico sono 6 (4 effettivamente in servizio); nell’istituto opera 1 solo psicologo del Sert mentre un altro è presente solo poche ore al mese;
i detenuti che lavorano sono in tutto solo 40: 30 dipendenti dall’amministrazione che ruotano ogni gg.15, 5 addetti alle lavorazioni di serramenti pagati con fondi provinciali erogati alla cooperativa Galeotta Srl, 5 detenuti semiliberi lavorano in proprio; la quasi totalità dei detenuti passa in cella quasi 19ore, tolte le 4ore d’aria mattutine e pomeridiane e l’ora+1/4 della socializzazione che si svolge dalle 16.45 alle 18; i corsi d’alfabetizzazione e la scuola media occupano 10 detenuti; solo uno degli 8 ergastolani lavora;
nel 2010 nell’istituto sono morti 2 detenuti: uno si chiamava Fernando Paniccia, invalido al 100%, affetto da ritardo mentale, epilettico, semiparalizzato; pesava kg.186, morto nella cella, ucciso probabilmente da un arresto cardiaco; le sue condizioni di salute erano critiche da tempo e, secondo quanto riferito dal comandante, è stato lui a rifiutar il ricovero in ospedale quando, il giorno di Natale 2010, s’è sentito male;
a proposito d’eventi critici, da segnalar 12 casi d’autolesionismo nel 2010, 1 nel 2011, 2 aggressioni contro dipendenti dell’amm. penitenziaria;
quanto alla sanità, il passaggio di competenze all’Asl pare non abbia comportato particolari traumi anche perché è stato assorbito tutto il personale della precedente gestione dell’amm. penitenziaria: solo il dirigente sanitario è cambiato;
con la legge 199/2010, sono usciti dal carcere di Sanremo, per beneficiar della pena alternativa della detenzione domiciliare, 8 detenuti;
benché l’istituto sia di relativa recente costruzione, nella sala colloqui c’è ancora il vietatissimo muretto che divide i detenuti negli incontri coi loro familiari; l’area verde per le visite dei minori deve ancora esser messa a norma;
nell’istituto penitenziario di Sanremo nuovo complesso non vige il regolamento interno previsto dal 2°comma dell’art.32, L.354/1975; il Comandante informa la delegazione che il testo redatto è al vaglio del magistrato di sorveglianza;
– se sia a conoscenza di quanto esposto in premessa; in che modo intenda attivarsi e in quali tempi per superar i problemi di sovraffollamento del carcere di Sanremo nuovo complesso; in che modo intenda ripristinar il fondo per il lavoro in carcere dei detenuti, poiché nelle condizioni attuali solo un’estrema minoranza di loro ha possibilità di svolger un’attività, peraltro poco qualificante, all’interno dell’istituto; in che tempi sarà ripristinato l’organico degli agenti di polizia penitenziaria, educatori e psicologi; cosa s’intenda fare per vigilare affinché sia garantito il diritto alla salute dei detenuti considerata la presenza di 70 tossicodipendenti e numerosi casi psichiatrici;
in particolare, quali notizie ulteriori dispongano i ministri interrogati sulla morte di Fernando Paniccia, se siano stati messi in atto tutti gli accorgimenti del caso vista la sua condizione d’infermità mentale e se il Ministro della giustizia intenda avviar un’indagine amministrativa interna al carcere per individuar eventuali responsabilità in merito al suo malore, al mancato ricovero seguito e alla sua successiva morte; in che tempi sarà abbattuto il muretto nella sala colloqui e quando sarà consentito ai bambini d’aver colloqui in un luogo meno deprimente; quando sarà istituita l’area verde;
quando saranno ripristinati fondi adeguati per la manutenzione ordinaria, l’acquisto di materiali per la pulizia delle celle e i sussidi per i detenuti più indigenti; in che tempi gli ergastolani del carcere di Sanremo potranno viver una detenzione secondo quanto previsto dalla normativa vigente, cioè scontando la pena in istituti ad hoc, in isolamento notturno, con obbligo di lavoro; in che tempi sarà sanata la violazione normativa riguardante l’inesistenza di un regolamento interno all’istituto.

http://www.riviera24.it/articoli/2011/02/19/104010/bernardini-radicali-due-interrogazioni-parlamentari-su-situazione-carceri-imperia-e-sanremo

CARCERI liguri a Ponente: 2) giornali “online”

[28.1.11: prima delle visite] RIVIERA24.IT SANREMO. I radicali visitano le carceri: una delegazione guidata da Rita Bernardini visita in questi giorni le carceri liguri; dopo esser stata oggi a Marassi, Chiavari e Spezia, domani visiterà le carceri di Pontedecimo/GE e poi quelle d’Imperia; domenica alle 10 sarà a Sanremo con Irene Testa, Gian Piero Buscaglia, Alessandro Rosasco, in visita alla casa circondariale; poi andrà a Savona/S.Agostino. Scopo delle visite è aver un quadro completo della realtà carceraria ligure dopo che lo scorso anno ha visto tra i detenuti in Liguria 2 suicidi, 30 tentativi di suicidio, 230 atti d’autolesionismo, 165 persone coinvolte in iniziative dimostrative, 26 aggressioni agli agenti penitenziari. http://www.riviera24.it/articoli/2011/01/28/102401/una-delegazione-radicale-guidata-da-rita-bernardini-sta-visitando-in-questi-giorni-le-carceri

IVG SAVONA IL VOSTRO GIORNALE. Visita dei radicali nelle carceri liguri; domenica a Savona: una delegazione guidata dall’on.Rita Bernardini inizia oggi la visita di tutti gli istituti di pena della Liguria, che si concluderà domenica 30/1; sarà presente Irene Testa, segretaria ass. Il detenuto ignoto. Domenica pomeriggio è prevista la visita al carcere di Savona, con Bruno Mellano, Direz.Radicali, Susanna Mazzucchelli e Alessandro Rosasco, Comitato Radicali. Bernardini, membro Commiss. Giustizia della Camera,  organizza da 2 anni l’iniziativa Ferragosto in carcere, che ha fatto conoscer a vari parlamentari e consiglieri regionali le condizioni di vita illegali cui è condannata l’intera comunità penitenziaria; a sua firma, molte mozioni approvate dal Parlamento per la riforma della giustizia e del sistema penale; coi Radicali e gli operatori del settore lavora per la tenuta dei primi veri e propri Stati generali delle carceri per risponder al vuoto d’iniziativa politica sul tema. Scopo della visita è aver un quadro completo sulla realtà carceraria ligure anche a seguito di un anno, il 2010, che ha visto tra i detenuti in Liguria 2 suicidi, 30 tentativi di suicidio, 230 atti d’autolesionismo, 165 persone coinvolte in iniziative dimostrative (scioperi della fame), 26 aggressioni agli agenti penitenziari. http://www.ivg.it/2011/01/visita-dei-radicali-nelle-carceri-liguri-domenica-a-savona/

[31.1.11: dopo le visite] RIVIERA24.IT SANREMO. Copertina Politica: ieri e oggi le ispezioni; commissione parlamentare nelle carceri liguri: la maglia nera a Sanremo; migliore è Chiavari. Tutte le strutture liguri presentano, in modo più o meno marcato, gli stessi problemi: carenza di polizia penitenziaria, mancanza di fondi, problemi sanitari e strutturali. Spetta a Sanremo la maglia nera: ciò emerge dal tour in Liguria della delegazione radicale guidata dall’on.Rita Bernardini (Commiss. Giustizia della Camera, già organizzatrice dell’iniziativa Ferragosto in carcere) che oggi s’è recata nella casa circondariale di Valle Armea/Sanremo dopo aver visitato quelle di Marassi, Pontedecimo e Chiavari (GE), Spezia, Imperia. Il quadro è preoccupante: spicca il sovraffollamento e in prima fila c’è il carcere di valle Armea/Sanremo, dove su una capienza teorica di 209 posti si registra una residenza di 358 detenuti, 150 più del limite; un po’ meglio Imperia, con 99 carcerati su una ricettività di 78 posti. Il carcere di Sanremo è giudicato il peggiore di tutta Liguria, benché di recente costruzione e di dimensioni ragguardevoli. “Il penitenziario di Sanremo è alienante, quello di Savona sembra una conigliera (*), commenta sconfortato Gian Piero Buscaglia, fondatore del Gruppo Radicale Adele Faccio “GRAF” e membro del Comitato Nazionale Radicali Italiani. “Presenteremo a breve un’interrogazione parlamentare per sottolinear la situazione in cui versano le carceri liguri; tutti gli istituti da noi visitati non rispettano la Costituzione né l’ordinamento carcerario” -ha detto la Bernardini, che aggiunge: “Non ci sono attività trattamentali per reinserire i detenuti nella società civile; pochi quelli che lavorano; carente l’organico di polizia penitenziaria; le condizioni sanitarie, ora gestite dalle Asl, lasciano a desiderare”. Scopo delle visite è aver un quadro completo sulla realtà carceraria ligure anche a seguito di un anno, il 2010, che ha visto tra i detenuti in Liguria 2 suicidi, 30 tentativi di suicidio, 230 atti d’autolesionismo, 165 persone coinvolte in iniziative dimostrative (scioperi della fame), 26 aggressioni agli agenti penitenziari. Facevano parte della delegazione anche: Irene Testa (ass. Il detenuto ignoto); Stefano Petrella, segretario GRAF; Alessandro Rosasco e Susanna Mazzucchelli, Comitato Radicali, Bruno Mellano, Direz.Radicali. Tutte le strutture liguri presentano gli stessi problemi, in modo più o meno marcato. “Non c’è un regolamento carcerario comune” -ancora la Bernardini- “Non ci son fondi per la manutenzione ordinaria; le prigioni son divenute discariche sociali dove poveri, tossicodipendenti e extracomunitari (50% della popolazione carceraria) vengono a trovarsi in situazioni che di sicuro non riabilitano, anzi!”. La carenza d’organico nella polizia penitenziaria crea non pochi problemi, spiega la Bernardini: “I detenuti tossicodipendenti, che normalmente godrebbero d’una forma di custodia attenuata, con pochi agenti a controllar la situazione… son mischiati agli altri carcerati, con tutti i problemi che ne derivano”. Neppure gli edifici si salvano: “Nelle celle (SV) non entra luce solare, vi sono ancora muretti divisori in sala colloqui, proibiti per legge”. Se Sanremo riceve la maglia nera delle carceri Liguri, migliore pare quello di Chiavari, con Imperia ai primi posti poiché le piccole dimensioni la rendono più umana nei rapporti detenuti-sorveglianti. (*)Sanremo alienante, Savona conigliera: tali le parole di Buscaglia, mal riferite dal redattore. http://www.riviera24.it/articoli/2011/01/30/102506/commissione-parlamentare-nelle-carceri-liguri-la-maglia-nera-va-a-sanremo-migliore-e-a-chiavari

IVG SAVONA IL VOSTRO GIORNALE. Delegazione radicale visita il carcere di Savona: una conigliera senza luce. “A Savona i carcerati sgomitano compressi in una struttura da Medioevo, vivono i loro giorni senza luce, sotto i neon“. Questa l’impressione di Gian Piero Buscaglia (Comitato Nazionale Radicali Italiani), reduce da una visita al S.Agostino con l’on.Rita Bernardini, membro Commiss.Giustizia. Dopo il sopralluogo di ferragosto, i radicali tornano a visitar gli spazi dell’istituto penitenziario savonese: ambienti angusti, celle malandate, stanze comuni spesso assai umide ricavate nell’antico edificio convenutale in parte interrato. “La comunità carceraria s’arrangia e s’adatta di fronte ai difetti strutturali clamorosi di questo carcere -commenta Buscaglia- Lo spreco economico per le continue ristrutturazioni di cui necessita è ingiustificato, bisognerebbe costruir subito quello nuovo; il sovraffollamento tipico delle case circondariali -prosegue Buscaglia- si ripete pure a Savona, con qualcosa di peggio: struttura fatiscente, finestre dell’antico convento murate o cementate; i detenuti non ricevono un raggio di sole, passano le giornate sotto i neon; topi, bagni alla turca, celle malsane con letti a castello di 2-3 livelli: praticamente, una conigliera!”. In mattinata i radicali han visitato il carcere di Sanremo, mentre nel pomeriggio, fino a sera, son rimasti nella città della Torretta. “Tra i due, quello di Savona è, da un certo punto di vista, più umano -dice Gian Piero Buscaglia- Quello di Sanremo risulta il più alienante; entrambi non han regolamento interno, anche perché se dovessero stilarlo evidenzierebbe tutti gli aspetti non a norma delle strutture”. Il sovraffollamento del S.Agostino è in linea con l’allarmante media nazionale (eccesso di presenze del 53,3% rispetto alla capienza prevista). “Al S.Agostino (SV) ci sono quasi 80 detenuti anziché i 40 previsti dalla capienza -osserva R.Bernardini- Il sindaco della città non è neppure autorizzato a visitarlo, poiché non è tra le autorità ammesse a effettuar sopralluoghi nel carcere, a cui possono acceder solo parlamentari (italiani/europei) e consiglieri regionali; occorre intervenir su tale limitazione perché è assurdo che il sindaco d’una città non possa valutar di persona le condizioni del carcere”. http://www.ivg.it/2011/01/delegazione-radicale-visita-il-carcere-di-savona-una-conigliera-senza-luce/

CARCERI liguri a Ponente: 1) su carta stampata

IL SECOLO XIX – IMPERIA e SANREMO, lunedì 31.1.11, p.17: COMMISSIONE DEI RADICALI VISITA IL CARCERE DELL’ARMEA. Sanremo. Una delegazione guidata dalla parlamentare radicale Rita Bernardini, membro della Commissione Giustizia della Camera, già organizzatrice dell’iniziativa “Ferragosto in carcere“, si è recata ieri nel carcere sanremese di Valle Armea. La parlamentare, che ha visitato il giorno prima la casa circondariale di Imperia e, in precedenza, gli istituti di Marassi e Pontedecimo a Genova, di Chiavari e di La Spezia, era accompagnata da Gian Piero Buscaglia, fondatore del Gruppo Radicale Adele Faccio “GRAF” e componente del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, dal segretario dello stesso, Stefano Petrella, da Irene Testa, rappresentante dell’Associazione “Il detenuto ignoto“, da Alessandro Rosasco e Susanna Mazzucchelli, del Comitato Radicali Italiani, e infine da Bruno Mellano, della Direzione dei Radicali Italiani. Scopo delle visite è quello di redigere un quadro completo della realtà carceraria ligure, anche a seguito di un anno, il 2010, che ha visto fra i detenuti in Liguria 2 suicidi, 30 tentativi di suicidio, 230 atti di autolesionismo, 165 persone coinvolte in iniziative dimostrative, come scioperi della fame, ma anche di 26 aggressioni nei confronti degli agenti di polizia penitenziaria. A Sanremo, lo scorso anno, avevano perso la vita in carcere i detenuti Giuseppe Bonafè, a maggio, e Fernando Paniccia, a fine dicembre. Un caso, quest’ultimo, che aveva sollevato molte polemiche: Paniccia aveva solo 27 anni, ed era invalido.

LA STAMPA, IMPERIA-SANREMO e provincia, lunedì 31.1.11, p.58: DELEGAZIONE RADICALE IN VALLE ARMEA. E’ ALLARME SICUREZZA NELLE CARCERI LIGURI [G.Ga.] Sanremo. Sovraffollamento, suicidi e tentati suicidi, autolesionismo e aggressioni sono le criticità dell’allarme sicurezza che ha portato una task-force Radicale a visitare le carceri della Liguria e, fra sabato e ieri, quelle di Imperia e di Sanremo, i Valle Armea. A guidare la delegazione è stata l’onorevole Rita Bernardini, membro della Commissione Giustizia della Camera. “Scopo delle visite – spiega il responsabile locale dell’iniziativa, l’imperiese Gian Piero Buscaglia del Gruppo Radicale Adele Faccio “GRAF”è quello di redigere un quadro completo sulla realtà carceraria ligure anche a seguito di un anno, il 2010, che ha visto fra i detenuti in Liguria 2 suicidi, 30 tentativi di suicidio, 230 atti di autolesionismo, 165 persone coinvolte in iniziative dimostrative come gli scioperi della fame e 26 aggressioni a danno degli agenti di polizia penitenziaria“. Da tempo il penitenziario di Sanremo è al centro di una serie di attività sindacali che denunciano in particolare il sovraffollamento delle celle e le carenze di organico tra le fila della polizia penitenziaria. Recentemente è stato anche sollecitata la conversione di una delle sezioni (nata originariamente per i collaboratori di giustizia) in carcere femminile, a fronte del fatto che quello più vicino si trova a Genova Pontedecimo.

Commento: Rita Bernardini si è fatta, in 3 giorni, tutte le carceri della Liguria; da tosta e professionale quale è, non si è risparmiata e non ha risparmiato alcunché ai direttori delle carceri e, quando questi non si sono fatti trovare (…), ai comandanti delle guardie. COSI’ SI FA! Irene Testa non è stata da meno. Rosasco si è confermato un organizzatore efficiente.