Archivio per dicembre 2010

E’ nata “GENOVA LAICA e dintorni”!

www.genovalaica.it : Nuovo sito-contenitore di tutte le iniziative cittadine e regionali che abbiano come tema centrale la laicità; ancora in costruzione, ha alcuni errori tecnici da correggere, va arricchito, completato nelle sue parti; tuttavia abbiamo deciso di annunciarne la nascita a tutti coloro che condividono con noi le battaglie per la laicità. E’ un modo anche per obbligarci a mantenere l’impegno preso con noi stessi di garantire entro metà gennaio la sua piena operatività. Col tempo esso  potrebbe prevedere, se ci saranno le forze e i materiali sufficienti, la spedizione agli iscritti di una newsletter mensile con il calendario aggiornato degli appuntamenti  (conferenze, dibattiti, presentazioni di libri,  film e qualsiasi altra iniziativa che ci sarà segnalata) e l’apertura di un forum. Il successo di questo progetto dipende non solo da noi, ma anche dalla volontà di tutti di far circolare l’informazione, di sviluppare occasioni di dibattito, di fare proposte e dar vita ad azioni collettive. Siamo convinti che ce ne sia bisogno e speriamo che altri condividano con noi questo bisogno.
L’accesso al sito è all’indirizzo: www.genovalaica.it – tel. 348.936.9436 Messaggio trasmesso da Paolida Carli, Genova; qui girato da Gian Piero Buscaglia, “GRAF” – Sezione di Imperia.

SOGNO

14 Dicembre 2010, giorno della “conta” in Parlamento.

SOGNO di una notte di mezzo regime:
a) FUORI dall’Aula al momento del voto;
b) FUORI dal Gruppo parlamentare del Pd;
c) AVANTI con il progetto della “Rosa nel Pugno”, aggiornato con ambientalisti e liberali veri.

Il responsabile del sogno: Gian Piero Buscaglia 329.72.16.116

Marco Pannella a Genova, sabato 11-dic-2010

Genova, Palazzo Ducale: a 3 giorni dal voto di fiducia al governo, Marco Pannella non scioglie le riserve sulla posizione che sarà assunta dai 6 deputati e 3 senatori radicali. A margine del Congresso Anticlericale, il “vecchio leone della politica da sempre antagonista” addenta bonariamente – ma con gusto – un pezzo di focaccia genovese, e AVVERTE:

<< Vogliamo riflettere fino all’ultimo momento sugli eventi che stanno accadendo; il nostro problema è come riuscire a non cadere nei giochi da 60 anni tipici di questo regime: prendere in giro la gente simulando contrasti poderosi e storici tra l’ala destra, l’ala sinistra e l’ala di centro della partitocrazia antidemocratica di regime; il 14 FAREMO IN MODO DI ESPRIMERE UNA PRESENZA PARLAMENTARE CHE SIA LA PIU’ COSTOSA POSSIBILE PER IL REGIME NEL SUO INSIEME >>.
 
Da La Repubblica online: http://genova.repubblica.it/cronaca/2010/12/11/foto/pannella-10073106/1/
Da Primo Canale online: http://www.primocanale.it/news.php?id=81039

Infine, a seguito di tutte le polemiche, commenti e insinuazioni apparse un po’ ovunque in merito all’atteggiamento del nostro Partito, il Gruppo Radicale Adele Faccio “GRAF”, all’unanimità, desidera confermare la TOTALE FIDUCIA nell’operato e nella strategia di Marco Pannella: “ Noi ci fidiamo di Marco! “.

A Genova, l’occasione faccia l’uomo laico!

Da sabato 11 dicembre, h.10,30: incontro, video, fiaccolata di laicità.

Nel Palazzo Ducale di Piazza De Ferrari, due giorni di laicità, anticlericalismo, Stato di Diritto, con politici (Maurizio Turco, Michele De Lucia, Carlo Pontesilli di Anticlericale.net: 6° congresso) ed esperti (giornalisti, religiosi, medici): Monica Lanfranco, Laura Guidetti, Gabriele Di Battista, Silvano Vergoli, Tullio Monti, Massimo Marottoli, Paolo Farinella, Angelo Patrone.

Sono invitati tutti coloro che amano la laicità: cittadini, simpatizzanti radicali, iscritti al Gruppo Radicale Adele Faccio “GRAF”, al circolo “Libertà è Partecipazione”, all’Associazione “M.Tarantino”; benvenuti i rappresentanti delle associazioni radicali piemontesi “A.Aglietta”, “Satyagraha” e lombarde “Senza fissa dimora”, “E.Tortora”. I veri laici non si scomunicano a vicenda, non escludono e non si escludono, non lanciano anatemi o maledizioni, sanno cos’è la tolleranza e la praticano. Alle 18, tutti insieme con le fiaccole davanti al Vicariato, per ricordare come in Liguria, e non solo, la Chiesa cattolica dominante abbia le mani in pasta nelle banche, nella sanità, in ogni settore della vita e degli affari.

Gian Piero Buscaglia, storico fondatore del GRAF, ha dichiarato: “Spero possa anche essere un’occasione d’incontro fra i radicali liguri, siano essi aderenti ad associazioni o liberi pensatori, più o meno militanti. Aggiungo che, a mio parere, il problema degli eccessi del c.d. mago (il compagno Marco Belelli) non deve affrontarsi per ridurre il suo contributo, ma per incentivare quello degli altri. Non è lui che fa troppo, ma noialtri che facciamo poco!”.

Mina Welby a Genova: 6.12 h.17,30

Dopo l’evento di  ieri sera a IM-Oneglia (oltre 60 persone coinvolte e molto… partecipi), l’instancabile Mina è partita oggi per Cuneo (7,30 da Imperia, 8,15 da Ventimiglia*) per il suo tour piemontese. Ma già lunedì tornerà in Liguria:

Lunedì 6 dicembre sarà, infatti,  a Genova, ospite dell’Associazione Luca Coscioni e della libreria S.Benedetto: alle 17,30,  in Salita S.Caterina 1, presenterà il libro “L’ultimo gesto d’amore“, pubblicato dalla casa editrice Nours; con lei, il coautore Pino Giannini, don Gallo, fondatore della comunità di S.Benedetto al Porto, l’assessore alla cultura Andrea Ranieri e Silvia Neonato, giornalista e scrittrice.

*Una delegazione del GRAF (Fulvio Pino e Gian Piero Buscaglia) ha trovato il tempo di assecondare il rapido scambio di treni, consegnando a Mina le prime cose “tipiche” capitate a portata di mano: le castagnole di Ventimiglia  e una copia del Secolo XIXcon le solite storiacce di mafia – fresco di giornata, fredda ma splendida. Buona colazione e buon viaggio!

Per chi non l’ha mai fatta, la linea che dal mare sale a 1.000 metri di altitudine (Limone Piemonte) è davvero suggestiva.

Mina Welby a Imperia: 3/12 h.21

Venerdì 3 dicembre, ore 21, all’Auditorium Agnesi della Soms di Imperia Oneglia, Via Santa Lucia 14:

<< Testamento biologico, liberi di scegliere davanti al fine vita? >>

Testamento Biologico, la terza via?” –  Mina Schett Welby dell’Associazione Luca Coscioni; “Non ti lascerò solo i miei beni ma anche i miei pensieri: un diritto” – Erika Tomassone, pastora valdese; “Un pediatra di fronte al testamento biologico” – dr Carlo Amoretti. Presiede e coordina: Emilia Amirante Ferrari; con la partecipazione di:  Chiesa Valdese di Imperia, Società Operaia di Mutuo Soccorso di Imperia Oneglia, Arci provinciale di Imperia, Gruppo Radicale Adele Faccio – “GRAF”.

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Adriano Sofri sulla morte di MonicelliAlla riforma della scuola mancava qualcosa, ora ci siamo: fuori Seneca, dentro la Binetti; ieri ha parlato in Senato di Monicelli come di uomo disperato: Famiglia e amici lo han lasciato solo, il suo è un gesto di solitudine non di libertà. C’è chi, credendo di saper di cosa vivano e muoiano gli altri, giudicano. Ieri s’è urlato attorno alla morte di un uomo illustre, 95enne, malato, lucido. Non so quali siano stati i suoi pensieri ultimi, se provo a immaginarlo, esercizio che si fa solo per se stessi, per l’ora della nostra morte, mi figuro che certo non si sia sentito solo e abbandonato, ma abbia aspettato d’esser solo per amore e compassione degli altri. Il presidente Napolitano così saluta il vecchio amico: Se n’è andato con un estremo scatto di volontà, un’ultima manifestazione di personalità che occorre rispettare. Rispetto, parola delicata; la si impiega spesso come formula di convenienza: Con tutto il rispetto…. Quello vero ha bisogno di simpatia. Monicelli s’è suicidato: non amava la vita? La vita era stata presso di lui per tanto tempo, ora la morte gli era addosso; era libero, di aspettarla o di andarle incontro. Ciò che ha fatto non impone solo rispetto, suscita simpatia. Si capisce, si sente, è fatta della stoffa di cui sono fatti gli umani, quando se ne ricordano. Gli italiani, diceva Monicelli in un’intervista, sono un popolo di perdenti, e amano i miei film perché raccontano i perdenti “con un certo affetto”. Ma c’è chi scambia chi muore per un perdente. Sbaglia chi crede di render omaggio alla tempra di Monicelli giudicando il suo modo d’andarsene come una sfida, una provocazione, uno sberleffo: chi muore ha altro da fare. All’opposto, si arriva alla vergogna di chiamar tale morte, e l’onore affettuoso che le viene reso, come uno spot per l’eutanasia. Eutanasia è la parola magica alla rovescia dei nostri giorni, la si spende senza risparmio, abusando del senso e del buon senso. Il buon senso ha indotto tanta gente comune, commossa della morte di un uomo cui era grata, a chiedersi a bassa voce: “Come mai non aveva una pillola?”. Non è facile aver una pillola, tanto meno se non si amino i sotterfugi. Ma è davvero tanto imprudente e impudente farsi una domanda così? Mi risponda francamente, eminenza, lei che s’arrovella su questi temi: se un signore così vecchio, così lucido, risoluto, malato, così paziente e premuroso da aspettar di restar solo, avesse potuto scegliere fra una finestra e un farmaco, sarebbe stato male? E non mi dica, eminenza, che si sarebbe sempre potuto parlar con lui, spiegargli com’è prezioso ogni minuto, ripetergli che la nostra vita non ci appartiene perché è un dono di Dio e Dio ne è geloso, e così via. Ci sono sere e uomini che ne hanno abbastanza delle chiacchiere. Torniamo al punto da cui siamo partiti: il senato romano ebbe Seneca fra i suoi membri Seneca; ora ha la Binetti.