Archivio per novembre 2010

Tutti dicono… “Legalità”!

Dopo l’accordo del 10.5.2010 fra Viminale e Confindustria (Maroni-Marcegaglia), il 1° Protocollo di Legalità a livello territoriale sarà firmato proprio a IMPERIA, da sempre feudo massonico (piduista negli anni ’80-’90) e roccaforte del klan Scajola.

Il 1°/12 saranno presenti in prefettura: il ministro Maroni,  tutti i prefetti liguri fra cui DiMenna (IM), tutti i presidenti delle Confindustrie liguri fra cui Cepollina. “Per una politica di contrasto alla criminalità organizzata con attività di prevenzione territoriale, per garantir libertà d’impresa e concorrenza leale“, spiegano; analoghe intese saranno poi siglate a livello nazionale, provinciale e ligure in particolare, con vari progetti per “intensificar l’azione di contrasto all’infiltrazione mafiosa nel mondo dell’impresa e nel mercato del lavoro”.

Commento: E’ dagli anni ’80 che si parla d’infiltrazione mafiosa nel Ponente ligure; basta cliccar su google “Archivio La Stampa” e far una qualsiasi ricerca: mafia, ‘ndrangheta, attentati incendiari, appalti pubblici, Francesco Filippone, istituto autonomo case popolari, casinò di Sanremo, scandalo Teardo, racket sul territorio, massoneria, P2; gli articoli del Secolo XIX degli anni ’80 sono identici a quelli degli anni ’90 e 2000. E dopo 30 anni di “infiltrazioni”, ora si manifesta la voglia di chiuder la stalla? Alla faccia della prevenzione! Il prefetto d’Imperia è quello che nel 2007, intervistato sul racket, ne negava con sdegno l’esistenza (!) benché fosse stato appena inaugurato, in sede istituzionale, il Comitato  Antiracket in provincia e regione. Oggi, i consigli comunali di Bordighera e Ventimiglia sono a rischio di scioglimento per mafia; nell’inchiesta del CorSera (suppl.Sette) è segnalato un curioso episodio: durante la perquisizione domiciliare della famiglia Pellegrino (indagata per attività mafiosa e voto di scambio) salta fuori un vero arsenale di armi per cui la questura concede regolare permesso a moglie e nuora dei boss, “purché indisponibile a marito e suocero conviventi”. Insomma, la polizia dà le armi alla moglie purché le tenga sotto chiave rispetto al marito boss! Una cosa analoga avveniva dell’82, quando l’uff.licenze della questura d’Imperia dava il permesso d’acquisto esplosivo a Francesco Filipppone, poi proposto al soggiorno obbligato per mafia dal giudice Ferro della procura di Savona; non solo: Filippone pagava le tasse di cc.gg. per rilascio di tritolo per sparo mine, ma non i rinnovi. Così, oltre all’abbuono di £.500.00o di allora [i poliziotti eran culo & camicia con Filippone, vincitore di pubblici appalti, tanto da accompagnar potenziali acquirenti di alloggi sui suoi cantieri Ices (fraz. Piani) con le proprie auto], il soggetto in odore di mafia risultava sempre intestatario di kg.100 di tritolo e mai dei kg.150-200 successivi! Ieri la polizia dava il tritolo al mafioso, favorendolo in tutti i modi  (e il Capo della Mobile Alessi era arrestato per spaccio di droga); oggi dà le armi alla moglie purché non le passi al marito boss. Ma ci pigliano per i fondelli? Altro che infiltrazioni di calabresi (v. Rapporto Carrer)! La vera mafia è DENTRO le istituzioni. Anzi: gli episodi di microcriminalità folkloristico-mafiosa son quelli sfuggiti al controllo della macrocriminalità istituzionale.

Ultim’ora: il governo va sotto sul decreto sicurezza, rimandata al 10/12 la visita del ministro. Ben gli sta!

Salvare il Re* per il bene del Regno*!

L’Idea di Marco Pannella*: “Salvare il Re (un Berlusconi ormai nudo) per il Futuro del Paese, e Non Solo! “. Un salvagente al Pdl, insomma, ma a precise condizioni politiche. Nel nostro piccolo, appoggiamo l’Idea e domandiamo agli scandalizzati detrattori:

“Parlereste in modo così negativo anche se Pannella, in cambio del salvagente alla maggioranza, chiedesse al Pdl d’appoggiar la Riforma elettorale uninominale? E’ solo un esempio per dire: Parlereste così se il “ricatto” tattico di Pannella a Berlusconi fosse vincolato a un prezzo strategico di altissimo valore politico?

Per quanto mi riguarda, darei un anno di vita per veder le facce di sinistri, dipietristi, viola, grilli, forcaioli assortiti (“Piazzale Loreto! Piazzale Loreto!”), sgomente per il salvataggio della maggioranza alla Camera da parte dei 6 voti radicali.

Stringiamoci a coorte, NON siamo pronti alla morte! (del Berlusca)

NB: E qualora Berlusconi cadesse, si provveda immediatamente a fornire ai mestieranti dell’ODIO, ORFANI del loro bersaglio preferito, un nuovo Totem negativo: Qualcun altro Da Odiare, please, qui e subito!

Gian Piero Buscaglia 329 72 16 116 (fondatore del GRAF e, finché la conta dei voti procede – dura da gg.15- …Membro 2010 del Comitato Radicali Italiani)

Milano e Cappato ringraziano: “Tu quoque GRAF!”

Da Marco Cappato a Stefano Petrella, Segretario del Gruppo Radicale Adele Faccio, “GRAF”. Milano, 5.11.10:  raggiunte le firme sui referendum ambientali.

Caro Stefano, ti avevamo scritto alcune settimana fa per chiederti di venir a Milano a aiutar la raccolta firme; più di 70 militanti radicali da tutta Italia hanno aderito, e anche GRAZIE a loro posso oggi annunciare che l’obiettivo è raggiunto, raccogliendo 18.200 firme (la legge ne prevedeva 15.000) per i referendum sull’ambiente e la qualità della vita a Milano. Il successo è un risultato importante per tutta la città e testimonia la domanda d’una svolta sulle politiche per la salute e l’ambiente. Parte ora una nuova fase che porterà i milanesi al voto sui quesiti referendari; la politica non potrà più sottrarsi a un’assunzione di responsabilità su questi temi fondamentali per la qualità della vita dei milanesi; fra il 6/3 e il 15/4 il sindaco dovrà indire i referendum: per la loro validità occorre  un quorum del 30% del corpo elettorale milanese; l’esito, se la maggioranza si esprimerà per il Sì, avrà valore d’indirizzo per l’amministrazione comunale. A favore dei referendum si sono espressi molti esponenti del mondo della cultura, della ricerca e della politica, che hanno garantito il loro appoggio anche nella prossima fase di campagna per votare Sì. Anche 5 vicesindaci di grandi città europee (Parigi, Monaco, Barcellona, Bruxelles, Graz) hanno espresso il loro supporto all’iniziativa.

Una delegazione del <<GRAF>> si è impegnata più giorni in vari punti di Milano: villa Necchi, cinema Colosseo, area di zona San Babila.

“Graffiata” del GRAF ai professionisti dell’antimafia

Novara, 3.11.10, h.21, Auditorium Banca Popolare di Novara, via Negroni 11. Serata di LIBERA (CAROVANA ANTIMAFIA) in presenza di Antonio Ingroia, procuratore agg. a Palermo. Gian Piero Buscaglia, fondatore del Gruppo Radicale Adele Faccio “GRAF”, ha partecipato.

Dopo il vergognoso episodio d’Alessandria (11.X.10) in cui Gian Piero Buscaglia  -per 22 anni vittima di mafia-dentro-lo-Stato e militante radicale dal 1978- è stato manescamente espulso da un incontro pubblico su input dei parassiti dell’antimafia (l’esponente locale di Libera ha infierito compiaciuta);

in assenza di riscontri alla richiesta di colloquio avanzata il 20.X.10 alla sede torinese di Libera, C.so Trapani 91, dal diretto interessato,  accompagnato da Emanuele Iannarelli;

Sic stantibus rebus,  Gian Piero Buscaglia, con treni Ventimiglia CN TO NO, si è recato al convegno novarese, prendendo la parola e distribuendo i volantini originariamente creati (e avanzati) per il Congresso di Chianciano. M.J.Fava, responsabile di Libera (Piemonte?),  s’è subito preoccupata d’assumer la difesa d’ufficio della collega alessandrina, pur ignorando i fatti, e contestando il ridicolo manicheismo giustamente attribuito, invece, a tali incontri, in cui la Sinistra s’identifica con l’antimafia (Sinistra ‘bbuona, lotta insieme a noi), mentre la Destra è sempre malvagia, mafiosa, etc. Ma Falcone e Borsellino, oggi tirati per la giacchetta da ogni parte, erano Uomini d’Ordine, non campioni di propaganda buonista! Invece Nando Dalla Chiesa, Presidente di Libera, partecipa sistematicamente agli incontri antimafia del Pd; e ai convegni sull’educazione alla Legalità di Don Ciotti appaiono spesso i  volantini del Pd!

Serata tranquilla, a parte il numero chiuso dei partecipanti (solo posti a sedere: Gian Piero Buscaglia è entrato per miracolo), e l’impossibilità del medesimo -causa Digos*- di poter avvicinare, a fine incontro,  la maggiorente di Libera per fissar un eventuale, successivo appuntamento… di chiarimento. *L’abuso di potere può anche esser sorridente anziché manesco, ma abuso resta, nella sua OTTUSITA’: interesse di Buscaglia è semmai quello d’esercitar captatio benvolentiae verso Anna Canepa (magistrata presente a Alessandria, figlia del suo 1°legale) e verso Libera, associazione antimafia. Dunque, la polizia -così silente verso le proprie complicità e omertà interne- dovrebbe non intralciar tali contatti. L’ordine pubblico non è mai stato messo in pericolo, né a Alessandria, né a Novara.

Dichiarazione di Gian Piero Buscaglia, fondatore del “GRAF“: “COSI’ AGISCE CHI NON VUOLE DARSI PER VINTO, in desolata solitudine, forse eroica, probabilmente tragica; nell’indifferenza dei professionisti della Legalità e, anzi, malgrado la loro ipocrita sopraffazione. Per la cronaca, al Congresso di Chianciano appariva dietro al palco la scritta Legalità. Che si tratti, dunque, di due legalità differenti?”.

Intervento di Gian Piero Buscaglia al Congresso Radicale (31.X.2010)

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