Archivio per ottobre 2010

Non ho paura della mafia. Devo temere l’antimafia?

Lettera ad alcune testate giornalistiche, inviata ieri da Gian Piero Buscaglia, Membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani.

NON HO PAURA DELLA MAFIA. DEVO TEMERE L’ANTIMAFIA ?

É di gran moda l’antimafia: fischiano nelle orecchie i “dibattiti” di Libera, Case della Legalità, grillini, Osservatori assortiti, Falcone-Borsellino tirati per la giacchetta…
Ma qualcosa non quadra: nella mia piccola storia di mafia-dentro-lo-Stato ( http://tinyurl.com/272tslx ), intorno a me – che ho lavorato 22 anni in polizia – non c’erano soltanto le istituzioni ma pure i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Silp, Siulp, Sap…); anzi, alcuni degli stessi Segretari (!) di quei sindacati, a suo tempo stranamente silenti, e ignavi benché sollecitati, ora si sono riciclati nel Pd o Rifondazione, e lì tromboneggiano sull’antimafia. Posso fare NOMI e COGNOMI, già pubblicamente indicati nei loro consessi.
Succede ora – 11.X.2010 – che, essendo andato a un “dibattito” pubblico di Acsal-Libera (Alessandria) con partecipazione aperta annunciata sui giornali, invitato per scritto dall’Acsal, io sia stato non solo trattato da “intruso”, ma addirittura estromesso in maniera manesca dalla scorta del giudice “lottatore” antimafia: http://tinyurl.com/2udymlw .
A dibattito concluso, ci si dirigeva tutti verso la sala rinfresco, commentando e preparando il palato alla degustazione degli spaghettini antimafia; il giudice Anna Canepa era avanti a me di almeno 8 metri, ma l’agente di scorta riteneva, dopo l’intimazione “basta parole, quella è la porta!” e la richiesta documenti (subito forniti), di passare alle vie di fatto, scaraventandomi fuori, strappandomi alcuni indumenti, chiamando la Digos. Una mano pudica e perbenista accostava l’uscio della sala rinfresco, ove le giovani menti venivano “coscientizzate” e “consapevolizzate” (ma non troppo, visto l’accaduto); intanto, fuori dal palazzo, l’esponente di Libera infieriva su di me, già espulso e circondato da agenti, dicendo che non era un incontro pubblico (!) e che comunque la mia storia era “personale”. Come se 22 anni nello Stato e nel Sindacato (con un bel po’ d’Antistato) fossero equiparabili a una lite fra vicini di casa!
Pronto a ogni informazione e dettaglio, ringrazio per l’attenzione.
Gian Piero Buscaglia, postagraf@gmail.com 3297216116 Ventimiglia IM v.Mazzini 13, già res. Alessandria

GRAF e MI-TO: la “Milano-Torino” del mitico GRAF

MILANO, 15-17.X.2010. Una delegazione del Gruppo Radicale Adele Faccio, composta da Gian Piero Buscaglia (IM), Anna Ricci (MI), Roberto Stefanni (Casarza Ligure), con il segretario Stefano Petrella (GE) assente giustificato, partecipa alla 3 giorni – più lunedì 18 – di raccolta firme sull’ambiente: Villa Necchi h.10-18, S.Babila h.10-15, etc. In merito, Gian Piero Buscaglia, membro Comitato Nazionale Radicali Italiani, dichiara: “La campagna prosegue nel prossimo weekend, con possibilità di successo. VINCERE OPORTET : ogni tanto occorre vincere in qualcosa, è opportuno non accontentarsi della solita visibilità, ma puntare al concreto. A Milano, stavolta, ce la si può fare”.

TORINO, 19.X.2010. Dopo la trasferta milanese, in occasione del centenario della nascita di Mario Pannunzio, si rende omaggio al suo erede, Marco Pannella. Assieme a molti altri, Gian Piero Buscaglia risulta fra gli invitati al Circolo della Stampa di Corso Stati Uniti. Di seguito, Assemblea del Nord-Ovest (precongressuale) in Via Matteo Pescatore, fino a notte inoltrata, quando Giulio Manfredi conclude i lavori. Presenti e intervenuti all’incontro: Marco Pannella, il segretario nazionale Mario Staderini, il presidente Bruno Mellano, Silvio Viale e Igor Boni dell’Associazione Adelaide Aglietta, Stefano Mossino dell’Associazione Satyagraha, etc.

http://www.meetup.com/lombardia/ : nuovissimo blog denominato “MIRACOLO a MILANO”,  frutto della trasferta – virtuale e reale – dei radicali piemontesi  e liguri per i Referendum Days sull’Ambiente.

FIOCCANO I DIBATTITI SULLA MAFIA, MA CHI NE E’ STATO VITTIMA… E’ BUTTATO FUORI!

http://www.associazioneaglietta.it – Ass.Radicale Aglietta, Torino –
Comunicato inviato da Ass.Rad.Aglietta e ripreso da Gian Piero Buscaglia, del  Comitato Nazionale Radicali Italiani:

Tanti dibattiti sulla mafia. Ma chi ne è stato davvero vittima… è trattato da “intruso” e poi fisicamente estromesso.

Alessandria, 11.X.10: incontro Acsal-Libera con Anna Canepa, magistrato antimafia. Gian Piero Buscaglia – 22 anni di polizia alle spalle – http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=313256 – partecipa da invitato. Il padre della Canepa fu suo legale contro lo Iacp-IMPERIA: alloggi a riscatto edificati da impresario mafioso cui la questura dava licenza d’acquisto esplosivo (!). Da ingenuo, B. segnalò ai superiori il curioso abbuono delle tasse di cc.gg. sui rinnovi, cosicché il titolare era sempre intestatario di kg.100 di tritolo e mai dei 150-200 successivi. Seguirono: fuga da Imperia, mobbing, screditamento, odissea giudiziaria, licenziamento, altre gravi conseguenze. Dunque, nella sua vicenda esistenziale, egli trovò la mafia “dentro” lo Stato”, sotto il naso di Sindacati stranamente silenti.
Se il fine di questi dibattiti è sensibilizzare cittadini e giovani, non si capisce perché un’esperienza vissuta non possa rientrare in tale opera di consapevolezza, oggettiva e non manichea (ai convegni di Libera, spesso si semplifica: destra malvagia, mafiosa; sinistra buona, impegnata nella lotta). La Canepa aveva tenuto analogo convegno a Ventimiglia (v.news su richiesto scioglimento dei Consigli comunali a Bordighera e Ventimiglia per infiltrazioni mafiose). Alla fine dell’incontro alessandrino, dove B. è intervenuto fra molti altri, quando già il magistrato si dirigeva in sala rinfresco, l’agente di scorta in borghese ha bruscamente invitato B. a uscire, chiedendogli i documenti (prontamente forniti) e poi strattonandolo e estromettendolo fisicamente.
Ma Buscaglia NON ACCETTA di:
1. esser considerato un INTRUSO in tali sedi, proprio lui che ha vissuto sulla sua pelle una vicenda così grave;
2. esser cacciato da un luogo pubblico, mentre gli altri si intrattengono in commenti e assaggi di prodotti “antimafia” di Libera.
Particolarmente grave il comportamento dell’esponente di Libera, avv. Paola Sultana, che, benché B. fosse già stato trascinato fuori (soltanto dopo s’è accorto d’aver la canottiera strappata; la camicia ha resistito grazie ai bottoni a scatto) e sebbene fosse circondato da agenti Digos (prontamente quanto inopportunamente chiamati dalla scorta del giudice), così infieriva: “Non era un convegno pubblico! E la sua è una storia personale“. Peccato che la conferenza fosse invece annunciata sui giornali, che parlavano chiaramente di “partecipazione libera”. Inoltre, B. aveva ricevuto l’invito da Marco Madonia, referente Acsal. Quanto al fatto che il suo caso sia personale… beh, per smentire ciò basta guardar gli “ingredienti”: 22 anni dentro lo Stato, Antistato, Sindacato.
Gian Piero Buscaglia 3297216116 postagraf@gmail.com GRAF Gruppo Radicale Adele Faccio. Membro del Comitato Nazionale Radicali Italiani e dell’Ass. Radicale Aglietta di Torino

Dall’interrogaz. parlamentare radicale 15.X.08 (genesi della vicenda): “B. denunciò a numerosi alti funzionari di Ps il verificarsi d’irregolarità gravi, relative ad es. al trasporto d’armi e esplosivi. Secondo quanto verificato, un impresario, cui la procura di Savona propose poi il soggiorno obbligato per mafia, pagava le tasse governative di rilascio esplosivo e non i rinnovi. Oltre al curioso favore economico, costui risultava così sempre intestatario dell’iniziale quantità di tritolo per sparo mine e non dei quantitativi acquisiti in seguito. B. segnalò anche alcune evidenti anomalie nella tenuta d’appalti dell’Istituto autonomo case popolari, e (…) subì gravi minacce”. (…) “La vicenda vide indubbiamente il suo inizio negli anni ’80, quando egli, zelante neofita appena assunto in polizia a Imperia, svolgendo le proprie funzioni, notò episodi poco chiari e irregolarità. Anziché far finta di nulla, riferì ai superiori, ricevendo il consiglio di starne alla larga: la Liguria viveva le prime vicende d’infiltrazione mafiosa in politica e negli appalti; negli anni ’90, scoppiò il caso dei funzionari di Ps collusi con massoneria e nuova P2”.


Categorie